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BERNARDO COMMODI, Una virtù al mese con Angela da Foligno, San Paolo [Parole per lo spirito, 22], Cinisello Balsamo (Milano) 2009, 224 p., € 14,00 – ISBN 978-88-21-56533-5.

Il perno attorno al quale ruota la presente pubblicazione è senz’altro il concetto di virtù, parola proveniente dal latino e indicante la forza interiore che nobilita l’uomo. Come è noto, per gli antichi il termine indicava quella capacità di saper compiere con bravura una determinata azione e non aveva legame con il comportamento che gli uomini dovevano avere. Il senso cambiò con l’avvento dell’etica (si veda a tal proposito i presupposti teorici e il processo logico di sviluppo dell’Etica nicomachea di Aristotele), che trasformò la virtù in «comportamento stabilmente retto dell’uomo saggio», un habitus elettivo (Etica nicom. II,6: 1106 b 36). Nel pensiero cristiano, la virtù è «una qualità buona della mente umana per cui rettamente si vive e di cui nessuno usa male» (sant’Agostino). Tale definizione è successivamente ribadita da Tommaso d’Aquino, che la trovò adeguata (cf. Summa Theologiae Ia-IIae, q. 55, art. 4).

Consapevole di tali robuste premesse culturali, Bernardo Commodi, già autore di interessanti lavori sulla beata Angela da Foligno (cf. «Il Santo» 46 [2006] 3, pp. 568-570 e 48 [2008] 1-2, pp. 289-290), si adopera a rileggere le virtù che hanno caratterizzato la vita della Folignate, scandendole nell’arco dei dodici mesi dell’anno. Lo spunto viene fornito da un passo del celebre Memoriale, che riporta una sorta di «litania» di Angela, da cui si possono desumere quelle importanti virtù che rendono solida la vita cristiana e la fortificano: «Se vuoi la fede, prega; se vuoi la speranza, prega; se vuoi la carità, prega; se vuoi la povertà, prega; se vuoi l’obbedienza, prega; se vuoi la castità, prega; se vuoi l’umiltà, prega; se vuoi la mansuetudine, prega; se vuoi la fortezza, prega. Qualsiasi virtù vuoi, prega» (Il Libro della Beata Angela da Foligno, ediz. critica a cura di L. Thier - A. Calufetti, Grottaferrata 1954, p. 454). Questa invocazione di Angela, estratto di un’intercessione nota come «La Luce di Dio», contiene nove virtù; l’autore aggiunge all’elenco le tre virtù cardinali mancanti, ossia la prudenza, la giustizia e la temperanza. Nel libro, a ogni capitolo corrisponde una di queste virtù. Viene pertanto proposto un percorso con lo sguardo attento al fluire del tempo (una virtù al mese, come recita d’altronde il titolo di questo lavoro) e alla dottrina di Angela, attualizzandola attraverso il dialogo con il pensiero contemporaneo. L’esposizione di Commodi è infatti attenta a coniugare queste due coordinate: ad ogni capitolo-virtù si traccia il pensiero e la dottrina della Folignate, viene proposto un riferimento biblico pertinente, si indicano spunti di attualizzazione, segnando problematicità odierne e la fecondità di un comportamento virtuoso.

A nostro giudizio, tale opera va inquadrata nel genere letterario della divulgazione: merito non piccolo, pensando a quanto sia ancora ignota ai più, anche all’interno dell’universo francescano, la figura di Angela da Foligno (1248-1309), di cui quest’anno ricorre il settimo centenario della morte. Eppure la sua vita e il suo esempio affascinarono molti contemporanei: in particolare, il nostro pensiero va a un’altra scrittrice italiana, Cristina Campo (1923-1977), che la annoverava tra le ottanta poetesse, vertici della lirica femminile, meritevoli di perituro ricordo nei secoli (cf. M. Pieracci Harwell, Cristina Campo e gli ultimi anni fiorentini). Se la Morte, inesorabile e puntuale amica, non l’avesse prematuramente portata via con sé, oggi avremmo un appassionante e originale profilo di poetessa del Duecento tracciato da una delle più grandi poetesse italiane del Novecento.


a.f.

pubblicata in: Il Santo 49 (2009), fasc. 2-3, pp. 598-599.

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