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BERNARDO COMMODI, Un tuffo nell’infinito. Spiritualità e attualità di Angela da Foligno, San Paolo (Spiritualità 32), Cinisello Balsamo (Milano) 2006, 160 p., euro 9,50 - ISBN 88-215-5541-0

Un nuovo libro si aggiunge alla già ricca letteratura contemporanea riguardante una delle figure più interessanti della spiritualità francescana di fine Duecento - inizi Trecento, la beata Angela da Foligno (1248-1309). Lo scrive il p. Bernardo Commodi, ministro provinciale dei frati minori conventuali dell’Umbria, che da anni si dedica con passione allo studio del francescanesimo.

Amante della vita in tutte le sue manifestazioni, Angela apparteneva quasi certamente a una delle famiglie facoltose e più in vista di Foligno; avvenente, circondata dall’affetto materno, era una delle protagoniste della vita mondana della città umbra. A vent’anni circa andò in sposa a un signore del luogo, da cui ebbe diversi figli. Nel 1285, ossia a circa sessant’anni dalla morte di san Francesco e quando la nostra era intorno ai trentasette anni, la conversione. Sarà l’inizio di un vero cambiamento radicale nella vita della Folignate, tanto che la porterà progressivamente ad abbandonare lo sfrenato stile di vita che aveva e a percorrere quella stessa strada di povertà, di amore verso i poveri e di cura verso i lebbrosi, che san Francesco fece propria nella sua esistenza di innamorato di Cristo. Morti il marito e i figli, Angela distribuì tutto quello che possedeva ai bisognosi e decise (siamo nel 1291) di inserirsi nel cammino dell’«Ordine della Penitenza di San Francesco», o Terzo Ordine Francescano, abbracciando così – secondo il carisma del Poverello di Assisi – un progetto evangelico in piena libertà, fatto di penitenza e di preghiera.

Della sua esperienza ci resta una valida traccia, ancora oggi pregna di significati e di suggestioni, nel Memoriale o più semplicemente detto «Il libro della beata Angela da Foligno», racconto autobiografico della sua esperienza interiore con Dio, dettato da lei stessa e trascritto in latino da fra Arnaldo, suo confessore, parente e frate del convento di Foligno, cappellano del vescovo. Il Memoriale (cf. la dettagliata descrizione nella seconda appendice, alle pp. 147-149) è stato composto in quattro anni circa (1292-1296) e riceverà l’approvazione «teologica» da parte di una commissione di otto teologi francescani e di altri frati, presieduta dal card. Giacomo Colonna (1310). Crescendo di passo in passo, comprendendo sempre più nelle profondità del suo cuore l’amore di Dio, Angela sarà soggetta a grazie mistiche che la introdurranno in una grande intimità con Dio.

Commodi ci permette di entrare in contatto con questa figura che suscita non poco fascino, ancora oggi. Il testo è articolato in dieci capitoli, ordinariamente brevi (dodici-quindici pagine per capitolo, non di più), ed espongono i temi spirituali più importanti dell’esperienza della Folignate (primi otto capitoli) e alcune sollecitazioni sul fronte dell’evangelizzazione e della carità evangelica (ultimi due), sempre tenendo sullo sfondo il pensiero della beata Angela. Pur nella loro brevità, i vari capitoli mantengono una struttura interna coerente: ognuno è suddiviso in due parti «triadiche» precise, dove l’autore nella prima narra in estrema sintesi la vicenda umana e spirituale di Angela, nella seconda cerca di attualizzarla e di renderla «fruibile» e presente agli uomini di oggi. I capitoli illustrano la dimensione contemplativa di Angela (cap. I), la rivelazione della paternità divina, colma di amore in lei (cap. II); temi tipici riferentesi al vocabolario tipico della Folginate, come il Verbo «umanato» (cap. III), il Cristo «passionato» (cap. IV), il Cristo nella presenza eucaristica (cap. V). Seguono la partecipazione dello Spirito Santo nella vita di Angela (cap. VI), il cuore della Trinità (cap. VII), l’esemplarità di Maria (cap. VIII), l’evangelizzazione (cap. IX) e la carità evangelica (cap. X) che sgorgano dal confronto con la Folignate.

A nostro avviso, questo scritto di Commodi si inserisce a pieno titolo tra le opere che cercano di divulgare il pensiero e il vissuto mistico della celebre Folignate; pensiero e vissuto spesso bisognosi di una guida, di un itinerario, che faccia scorgere l’originalità e la grandezza. Si sa che il linguaggio dei mistici può suscitare immediato trasporto; a volte c’è bisogno di un aiuto che permetta di intravedere dietro le apparenze lo spessore di una vita mirabile, come è stata certamente quella di Angela da Foligno. In quest’opera, titolo e sottotitolo diventano allora come le due essenziali coordinate per un orientamento di percorso: fare un «tuffo» entro l’Infinito sperimentato da Angela, ma anche un tuffo dentro l’infinita esperienza di Angela con il divino, dove il ritmo è scandito tra un accostamento alla sua spiritualità e un’interessante scoperta della sua attualità nella vita attuale dei credenti. È insomma un libro che si raccomanda a quanti vogliono entrare in contatto con l’esperienza affascinante di Angela da Foligno.


a.f.

pubblicata in: Il Santo 46 (2006) fasc. 1-2, pp. 289-290.

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