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CESARE VAIANI, Teologia e fonti francescane. Indicazioni di metodo, Edizioni Biblioteca Francescana [Presenza di san Francesco, 46], Milano 2006, 179 p., € 10,32 - ISBN 88-7962-121-1.

Cesare Vaiani, già noto negli studi francescani per i suoi contributi inerenti l'esperienza spirituale di Francesco d'Assisi, con questa pubblicazione – come esplicita nella Premessa (pp. 5-7) – vuole «mettere a fuoco l'approccio teologico-spirituale» alle fonti francescane grazie a «un dialogo ed un rapporto tra le diverse discipline».

Nella sezione prima della parte prima del testo affronta La prospettiva teologica (pp. 9-29) definendo il concetto di teologia spirituale, ispirandosi soprattutto agli studi di Giovanni Moioli: ciò gli permette di distinguere il vissuto spirituale – denominato anche esperienza spirituale – dalla teologia spirituale e dalla dottrina spirituale. Inoltre distingue tra mistica oggettiva – in cui narrando il contenuto oggettivo della fede si trasmette il vissuto spirituale soggettivo – e mistica soggettiva che proclama l'oggetto della fede esponendo le risonanze soggettive.

La seconda sezione affronta Il caso francescano (pp. 31-84) evidenziando la centralità degli Scritti e delle biografie per comprendere la vicenda di Francesco d'Assisi, ma immediatamente mettendo in guardia da «una ingenua fiducia in un accesso "immediato" a Francesco attraverso gli Scritti: come per le biografie, si tratta di testi che esigono un'attenta interpretazione» (p. 38). Passato ad analizzare i diversi metodi di lettura dei testi, dopo aver illustrato i metodi storico-critico e strutturalista, chiarisce l'importanza di una giusta ermeneutica che eviti di "trovare solo quello che si vuole trovare" in una determinata fonte. Infatti, prima di tutto si deve comprendere quale era la domanda a cui l'autore voleva rispondere mediante quella sua precisa opera; ciò permette di evitare i rischi di una lettura attualizzante che non tiene conto della distanza storica e quindi del mondo mentale dell'autore. Altro rischio da evitare è quello di una lettura concordista delle fonti che assembla brani proveniente da testi diversi senza tenere conto ne del genere letterario e neppure del contesto in cui furono elaborati. Questo errore secondo Vaiani va evitato non solo nell'utilizzo delle diverse biografie, ma anche tra i stessi testi di Francesco: infatti un uso concordista vi è anche quando si fa un accostamento di parti degli stessi Scritti senza differenziarli tra loro secondo il genere letterario – orazione, lettera, testo legislativo, ecc. – e l'origine. Fondamentale negli Scritti risulta il binomio vedere e credere mediante il quale Francesco «sa vedere i fatti della propria vita e riconoscervi qualcosa di più, in cui agisce il Signore» (p. 73). Nella seconda parte l'A. porta alcuni Esempi di lettura di testi (pp. 85-171). Analizzando il racconto della spogliazione di Francesco davanti al vescovo di Assisi Vaiani mostra che i diversi agiografi danno letture differenti al medesimo episodio, non sempre coincidenti con l'interpretazione data dall'Assisiate. Infatti se Francesco «sembra aver vissuto quel gesto come scoperta della paternità di Dio, che si sostituisce a quella del suo padre carnale» i biografi accentuano la prospettiva ascetica intesa per Tommaso da Celano come «caratteristica del lottatore che deve affrontare nudo il nemico nudo», e per Bonaventura come «un riferimento alla nudità di Cristo» (p. 109).

Passando ad analizzare il cosiddetto dialogo della vera letizia, l'A. usa i metodi di lettura già indicati, ossia l'approccio storico critico, quello strutturalista e quello ermeneutico. Il metodo storico-critico permette di collocare tale brano nelle vicende di Francesco in relazione alla vita dell'Ordine degli anni successivi al 1220 e anche di evidenziare la successiva spiritualizzazione avvenuta negli Actus. Evidenziato che «i tentativi di rilettura a partire da prospettive moderne si orientano [...] verso una certa declinazione apologetica» (p. 151), l'A. passa ad una analisi più propriamente teologica sia confrontandolo con alcuni Scritti di Francesco che cogliendo le rielaborazioni teologiche presenti negli Actus-Fioretti. Al termine Vaiani pone una Bibliografia guidata (pp. 172-179). Quello che Cesare Vaiani in questo suo lavoro evidenzia è fondamentalmente la questione dell'ermeneutica delle fonti francescane, rimandando spesso a contributi presenti nella miscellanea Metodi di lettura delle fonti francescane edita nel 1988 a cura di E. Covi e F. Raurell.

Un testo intenso quello di Vaiani che potrebbe diventare l'occasione propizia per aprire di nuovo la discussione circa l'ermeneutica negli studi francescani, soprattutto in relazione al rapporto tra storia e teologia.


prof. pietro messa

pubblicata in: Frate Francesco 73 (2007), pp. 362-363.

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