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Segnaliamo alcune recenti pubblicazioni utili, ricordando che sono disponibili presso le migliori librerie cattoliche. Questo servizio intende essere solo informativo, senza alcuna pretesa di recensione critica. Clicca qui se vuoi guardare le segnalazioni precedenti.

   
 
Antonio M. Sicari
Il «Divino Cantico» di San Giovanni della Croce
Jaca Book - Edizioni OCD,
Milano - Roma 2011
494 pagine - euro 40,00


Il titolo di questo volume trasferisce all'opera di san Giovanni della Croce la definizione («Divino Cantico») che egli dava del biblico Cantico dei Cantici. Per secoli questo sacro poema era stato commentato per offrire ai credenti splendidi «trattati» sul mistero della Chiesa e sulla mistica unione dell'anima con Dio. Poi, sul finire del XV secolo, la cristianità si era lacerata e la teologia aveva cominciato a indurirsi nelle controversie e nelle sottigliezze esegetiche, al punto da dimenticare (o perfino temere) l'antico Cantico, cuore della Scrittura. Giovanni della Croce assunse allora la missione di commentarlo in forma nuova, anche poetica (per la prima volta!): così il testo sacro rivisse nel suo Cántico Espiritual, un poema che «arde di passione più di qualsiasi poesia profana», ma in cui si sente aleggiare «lo Spirito di Dio che è passato di qui, abbellendo e santificando tutto» (Damaso Alonso). In seguito, commentando ripetutamente il proprio Cantico (e aggiungendovi altri poemi), egli poté annunciare alla Chiesa la centralità assoluta dell'amore sponsale che Dio offre a ogni singola creatura umana. Un Dio «inaudito» che, dalle pagine del mistico spagnolo, può parlarci così: «Io sono tuo e per te; sono felice di essere come sono, per essere tuo e donarmi a te» (L 3,6).
L'autore di questo volume, ripercorrendo tutto l'itinerario spirituale offerto da san Giovanni della Croce (a partire da una nuova traduzione dei suoi poemi), ha inteso sottolineare con rara insistenza che nessun dramma o problema ecclesiale può essere davvero compreso e vissuto, se ci si colloca a un'altezza inferiore di questa e a una minore profondità. Il carisma del Santo carmelitano (e di chi si fa suo discepolo) è tutto in questa esperienza offerta come principio pedagogico: quando l'uomo si lascia attrarre dal Cuore di Dio, egli va, contemporaneamente, verso la massima profondità del proprio cuore e verso i più lontani confini, là dove ogni creatura umana può essere riconosciuta e accolta
   
 
Mariano Dell'Omo
Storia del monachesimo occidentale dal medioevo all'età contemporanea. Il carisma di san Benedetto tra VI e XX secolo
Jaca Book, Milano 2011
640 pagine - euro 65,00


Storia del monachesimo occidentale dal medioevo all'età contemporanea. Il carisma di san Benedetto tra VI e XX secolo, di Mariano Dell'Omo, monaco di Montecassino che insegna Storia del monachesimo benedettino nell'Ateneo Anselmiano a Roma, appare finalmente come una nuova sintesi rigorosamente scientifica di storia dell'esperienza monastica benedettina dalle origini fino ad oggi, dopo quelle sempre utili ma ormai datate di Hilpisch (1950), Schmitz (1948-1956), Cousin (1956), mentre poco si prestano ad un'agile consultazione i tredici volumi in lingua spagnola dedicati da Colombás a La Tradición Benedictina (1989-2004).
Fattore storico tra i più rilevanti nello sviluppo della civiltà medievale, il monachesimo benedettino entrò a far parte pienamente dell'esperienza comune degli abitanti del continente europeo lungo i secoli dell'età di mezzo. Il volume nella Parte prima (Da Benedetto a Bernardo) intende perciò rispecchiare l'itinerario cronologico e spaziale di questo plurisecolare svolgimento, a partire da san Benedetto fino alle riforme monastiche altomedievali scaturite dal ceppo benedettino, articolandosi lungo le tre direttrici essenziali ad una giusta prospettiva storica: quella politico-istituzionale, culturale e spirituale.
La Parte seconda abbraccia i secoli che vanno dall'autunno del medioevo alle soglie del terzo millennio. Come nella società, così nel monachesimo europeo fra XIII e XIV secolo si nota una parabola discendente, anche se una nuova efflorescenza di correnti monastiche appare in Italia. Durante il XV secolo, pur tra i gravi ostacoli causati dalla commenda, nuove congregazioni monastiche sorgono nel quadro del movimento dell'"Osservanza". Quindi dopo riforma protestante ed età tridentina, in epoca barocca si consolidano le antiche congregazioni mentre ne sorgono di nuove. Un'ulteriore crisi del monachesimo si registra nel secolo dei lumi e della rivoluzione francese. Il XIX secolo scorre per la vita monastica tra restaurazioni e soppressioni, concludendosi felicemente con l'istituzione della Confederazione benedettina (1893). Nel '900, infine, mentre la diffusione del monachesimo si fa ormai planetaria, il Concilio Vaticano II (1962-1965) - ultima significativa tappa cronologica - anche per la vita monastica di Regola benedettina è fonte di rinnovamento e impulso decisivo a molteplici esperienze di ritorno alle sorgenti.
Il libro, per chiarezza di linguaggio e aggiornata bibliografia, è destinato a rappresentare un indispensabile strumento di lavoro per l'università e per tutti coloro che desiderano avvicinarsi alla lunga e straordinaria vicenda storica del monachesimo benedettino europeo ed extraeuropeo fino ai nostri giorni.

   
 
Raimondo Lullo
La Vita Coetanea
a cura di S. M. Malaspina,
Jaca Book, Milano 2011
120 pagine - euro 14,00


Sono poche le personalità capaci, con la loro storia, di suscitare ancora, dopo secoli dalla loro vita, interesse, ammirazione e stupore; capaci di risultare attraenti tanto da essere oggetto di lettura, di studio, di pubblicazioni e di convegni. Quella di Raimondo Lullo (1232 ca.-1316) è una di queste: giovane dalla vita contraddittoria, convertito, poi mistico, missionario, filosofo, teologo e infaticabile scrittore e annunciatore del Vangelo, in particolare al mondo islamico, attraverso l'ideazione di un metodo dalle connotazioni combinatorie (la sua Arte) e lo studio delle lingue.
Nella propria opera letteraria ha saputo coniugare rigore ed efficacia nelle dimostrazioni teologiche, ma anche la lirica dell'amore mistico; considerato il creatore della lingua letteraria catalana, ha prodotto uno dei più bei poemi mistici della letteratura universale (il Libro dell'Amico e dell'Amato) e uno dei primi romanzi autobiografici dal sapore moderno (il Blaquerna).
Raimondo ha però corso il rischio, in questi secoli, di essere considerato marginale, o peggio di diventare un "personaggio", piegato e declinato di volta in volta all'interesse di chi lo ha studiato o ne ha fatto la propria "caricatura". A lungo inascoltato dalle corti d'Europa e persino dalle stessi corti pontificie, rischia anche oggi di non essere accolto per quello che è.
La prima traduzione in lingua italiana della Vita Coetanea, dettata a un discepolo nel 1311 dallo stesso Raimondo Lullo, intende iniziare a colmare una lacuna e delineare il profilo di una figura che, come la sua, non può essere ridotta a uno stereotipo.
   
 
Enrico Guglielminetti
La commozione del Bene. Una teoria dell'aggiungere
Jaca Book, Milano 2011
248 pagine - euro 24,00


Questo libro individua nell'idea dell'aggiunta il tratto costitutivo della cultura europea e - più radicalmente - il genoma teoretico della realtà. Plotino invitava a battere tutto intorno per tirare via le cose aggiunte; il Bene, che "conclude" il suo sistema, non è però ciò che resta, una volta eliminato il mondo, ma quello che dona tutte le aggiunte. La messa in opera di quel precetto ha dunque in Plotino una curvatura ironica e paradossale.
In nessun luogo più che nell'idea di SS. Trinità diviene chiaro il nesso indissolubile di essere e aggiunta. L'immensa pretesa che l'Unico, proprio essendo e restando Uno, sia tuttavia Tre, individua nel concetto di Dio una tensione esplosiva, un sovrappiù impossibile che Anselmo, Tommaso e Duns Scoto hanno indicato. L'essere, però, è aggiunta solo in forza del Bene. Se il Bene fosse semplice perfezione, ad esso non potrebbe aggiungersi niente, perché ogni aggiunta o non sarebbe tale, o sarebbe nociva. Ma il Bene è perfezione in quanto bontà (non viceversa), il che richiede di "definirlo" come la Regola, o il Fondamento, con aggiunta. La commozione del Bene è appunto questa capacità inaudita di aggiungere, di fare stare ancora qualcosa in uno spazio che, per definizione, è saturo e inemendabile.
Il modello aggiuntistico si concepisce dall'inizio alla fine come un pensiero della liberazione, anche in senso politico. L'emancipazione, l'uscita, non può però consistere mai nella mera eliminazione delle cose aggiunte, piuttosto in un trattamento di esse, che le raccolga come significati, ma ne faccia girare il senso complessivo nella direzione del Bene - il che è appunto quanto la tradizione ha pensato con il concetto di "provvidenza".
   
 
Jean-Marie Ploux
Il dialogo cambia la fede?
Edizioni Qiqajon - Comunità di Bose
Magnano (Biella) 2011
296 pagine - euro 25,00


Occasione per ripensare la fede in una società plurale, il dialogo interreligioso è oggi diventato un impegno irreversibile per i cristiani. Come Dio stesso per primo è entrato in dialogo con l'umanità, così la chiesa è a servizio dell'unità del genere umano. In pagine di ampio respiro, l'autore introduce anche i non specialisti alle forme e soprattutto allo spirito del dialogo, offrendone al contempo il fondamento teologico.
I cristiani sono invitati ad assumere uno stile evangelico di dialogo, nella ricerca di un'intelligenza rinnovata delle proprie ragioni di vita: potranno così dire altrimenti ciò che da sempre li anima. Potranno dirlo per sé e per la chiesa, perché saranno stati in grado di dirlo ad altri. È questo il cuore dello "spirito di Assisi".
   
 
Olivier Clément
Il respiro dell'oriente
Edizioni Qiqajon - Comunità di Bose
Magnano (Biella) 2011
120 pagine - euro 12,00


Come comprendere la separazione tra l'occidente e l'oriente cristiani? L'autore, con grande chiarezza e attraverso un serio sforzo di divulgazione, ci fa percorrere gli eventi storici dal punto di vista bizantino, conducendoci a scoprire un mondo affascinante ove si incrociano bellezza e ascetismo, rigore intellettuale e sviluppi dottrinali. Tra il IX e il XIII secolo, infatti, l'oriente interiorizza le acquisizioni teologiche precedenti e approfondisce il mistero dello Spirito santo: ne scaturiscono la valorizzazione della libertà interiore – sia personale sia ecclesiale – e l'edificazione di nuove culture in una fedeltà profonda al vangelo che si fa al contempo apertura all'imprevedibile novità della pentecoste.
Olivier Clément (1923-2009) è stato uno dei testimoni più significativi dell'ortodossia in occidente nella seconda metà del XX secolo e uomo spirituale tra i più credibili dell'intero panorama ecumenico. Ha dedicato gran parte della sua vita alla ricerca per facilitare l'incontro tra oriente e occidente cristiani.
   
 
Preghiera dei giorni
Edizioni Qiqajon - Comunità di Bose
Magnano (Biella) 2011
1560 pagine - euro 40,00


"Questa Preghiera dei giorni, pur nutrendosi del ricco patrimonio di fede e di preghiera comune alle chiese di oriente e di occidente, si colloca all'interno della grande tradizione liturgica latina, con un particolare riferimento alla liturgia delle Ore monastica, e di questa liturgia conserva la struttura, attingendo per l'eucologia alle sante Scritture dell'Antico e del Nuovo Testamento e alle diverse liturgie cristiane" (dalla prefazione di Enzo Bianchi, Priore di Bose).
In questo libro è contenuta, nella prima parte, la preghiera per ogni giorno dell'anno liturgico, suddivisa nei tempi di Avvento, Natale, Quaresima, Settimana santa, Tempo di Pasqua e Tempo ordinario. Seguono le Feste e solennità del Signore, le Celebrazioni dei santi, Liturgie per circostanze particolari e il Lezionario.
Nella seconda parte del libro un lavoro di traduzione, scelta e interpretazione e una sperimentazione nel canto liturgico durati anni, hanno condotto a una nuova traduzione dei Salmi e di novanta Cantici biblici (50 dell'AT e 40 del NT) in uso presso il Monastero di Bose.
   
 
Yves Semen
La spiritualità coniugale secondo Giovanni Paolo II
San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 2011, 2a ed.
204 pagine - euro 15,00


Durante i suoi primi anni di pontificato, Giovanni Paolo II ha offerto alla Chiesa e al mondo un ricchissimo insegnamento sul corpo e sul matrimonio. La sua "teologia del corpo" riprende le belle affermazioni del Concilio Vaticano II sul matrimonio cristiano, presentato come una vocazione a pieno titolo, in grado di orientare gli sposi su un cammino di santità. Proprio per questo i coniugi cristiani hanno il diritto di ricevere e di poter dispiegare una spiritualità in piena consonanza con la vocazione matrimoniale.
In questo volume ci viene offerto un magnifico percorso dal quale emana il profumo evangelico di una certa novità sul corpo, sul matrimonio, sull'amore, sulla sessualità. La persona umana è considerata integralmente, in sintonia con la illuminante espressione di san Paolo: «Il Dio della pace vi santifichi interamente, e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo» (1Ts 5,23).
   
 
Amedeo Cencini
Non contano i numeri. Costruire cultura vocazionale
Edizioni Paoline, Milano 2011
152 pagine - euro 10,00


La crisi vocazionale di questo tempo è un segno evidente della necessità di re-interpretare e di rileggere la vita religiosa per poterla ri-esprimere nel nostro contesto culturale. Rimanere imprigionati nei numeri e nella loro impietosa chiarezza, dice l'autore, non aiuta certamente a uscire da una crisi che non è solo relativa alla vita religiosa, ma che nella vita religiosa si manifesta in modo molto evidente in un calo di vocazioni che sembra inarrestabile.
Questo libro propone una via per superare la crisi vocazionale e la conseguente ossessione dei numeri: costruire una cultura vocazionale. Cultura come mentalità, sensibilità e prassi vocazionale, cui corrispondono una nuova teologia, una nuova spiritualità e una nuova pastorale delle vocazioni. Non è quindi prioritaria la pastorale vocazionale, ma la comprensione sempre più profonda che tutta la vita deve essere vissuta come vocazione, vale a dire come impegno sempre vivo a diventare quello che la persona è chiamata a diventare. Così si costruisce una cultura vocazionale e si risponde senza paure alla crisi di questo tempo; una risposta senz'altro non eclatante, ma concreta e fattiva che lavora sui tempi lunghi che ogni realtà profonda e vitale richiede.
   
 
Luciana Breggia
Parole con Etty. Un itinerario verso il presente
introd. di G. Caramore
Claudiana, Torino 2011
110 pagine - euro 10,90


In una forma intermedia tra un diario e un epistolario immaginario, si snoda "l'impossibile colloquio" fra l'autrice ed Etty Hillesum, giovane ebrea olandese che, prima di morire ad Auschwitz, ci ha lasciato una straordinaria testimonianza di resistenza umana e spiritualità.
Il "dialogo" che, per profonda risonanza interiore, Luciana Breggia instaura con Hillesum si incentra sui temi del male, delle responsabilità, delle vie possibili per "preparare tempi nuovi", fino a consentirle di riconoscere i segni odierni del razzismo e di accogliere, nell'incontro con alcuni rom scacciati da un campo, la caparbia fedeltà all'umano e il dovere di testimonianza di Etty.
   
 
Gabriele Ferlisi
Guida alle Confessioni di Agostino
Ancora, Milano 2011
176 pagine - euro 15,00


Il volume delle Confessioni è un best seller di tutti i tempi a partire dalla sua data di composizione. Ne fu consapevole Agostino stesso, che così scrisse: «I tredici libri delle mie Confessioni lodano Dio giusto e buono per le azioni buone e cattive che ho compiuto, e volgono a Dio la mente e il cuore dell'uomo. […] So che sono molto piaciuti e tuttora piacciono a molti fratelli».
Con questo lavoro p. Ferlisi si propone di guidare la lettura del capolavoro agostiniano per aiutare a scoprirne la straordinaria ricchezza e la perenne freschezza che affascina e fa bene all'animo. Di ciascun libro egli offre innanzitutto una visione d'insieme ed evidenzia i punti centrali nei quali esso si articola. Quindi, di ogni punto annota prima la serie degli «eventi» storici che Agostino rievoca e poi la «lettura degli eventi», ossia l'interpretazione psicologica e spirituale di fede che lo stesso Agostino, a distanza di tanti anni, da vescovo, ha tentato di fare.
   
 
Giovanni della Croce
Salita del Monte Carmelo
trad. di L. Bianchi
Dehoniane, Bologna 2011
384 pagine - euro 27,00


Il trattato Salita del Monte Carmelo del grande mistico spagnolo (1542-1591), - fondatore dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi, santo e dottore della Chiesa, considerato uno dei maggiori poeti in lingua spagnola - costituisce quasi un dittico dottrinale con La notte oscura. Rimasto incompleto, si presenta come uno dei testi di Giovanni della Croce meno lineari e comprensibili, in quanto di stile ibrido tra l'elaborazione dottrinale e il commento alle strofe poetiche.
La Salita si divide in tre libri e tratta della purificazione attiva dell'uomo. Il tema della salita alla vetta simboleggia lo sforzo ascetico dell'anima in ricerca dell'unione perfetta con Dio. Il testo ha un forte significato teologico e letterario.
La specificità della traduzione di Luisito Bianchi sta nell'estrema fedeltà al pensiero dell'autore, ma soprattutto nello sforzo di aderenza al suo stile: rispetto dell'andamento sintattico, con tutte le subordinate, gli incisi, le ripetizioni, le riprese del pensiero.
   
 
Giovanni della Croce
Notte oscura
trad. di L. Bianchi
Dehoniane, Bologna 2011
184 pagine - euro 14,00


Il trattato la Notte Oscura del grande mistico spagnolo (1542-1591), - fondatore dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi, santo e dottore della Chiesa, considerato uno dei maggiori poeti in lingua spagnola - costituisce un dittico dottrinale con la Salita del Monte Carmelo, a cui si ispira. In esso Giovanni commenta e spiega il significato del suo testo poetico, in cui descrive il viaggio dell'anima dalla propria sede corporea verso l'unione con Dio. Il testo ha un forte significato teologico e letterario.
La specificità della traduzione di Luisito Bianchi sta nell'estrema fedeltà al pensiero dell'autore, ma soprattutto nello sforzo di aderenza al suo stile (rispetto dell'andamento sintattico, con tutte le subordinate, gli incisi, le ripetizioni, le riprese del pensiero).
   
 
Giovanni della Croce
Cantico spirituale
trad. di L. Bianchi
Dehoniane, Bologna 2011
184 pagine - euro 17,50


Il Cantico spirituale del grande mistico spagnolo (1542-1591) - fondatore dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi, santo e dottore della Chiesa, considerato uno dei maggiori poeti in lingua spagnola - nasce come poesia nel carcere di Toledo, dove furono composte le prime 31 strofe, mentre le restanti (32-40) con il relativo commento dell'opera sono il lavoro svolto a Granada.
Il Cantico non viene composto come opera dottrinale, ma è, prima di tutto, un canto d'amore sgorgato nello spazio dell'orrore della prigionia, che narra l'esperienza dell'unione trasformante tra Dio e Giovanni a partire dall'interscambio dell'amore. Esso rappresenta l'icona più bella dell'uomo Giovanni della Croce, non solo perché riflette la bellezza della sua capacità di amare e di lasciarsi amare, richiamando l'esperienza biblica del Cantico dei cantici, ma anche per il fatto che comunica un clima positivo, rispetto a quello della Salita e della Notte, facendo trasparire che l'uomo mistico è uomo felice perché innamorato.
   
 
Salvador Ros García
Nel mezzo del cammino l'esperienza di Dio
Dehoniane, Bologna 2011
248 pagine - euro 21,50


«Credo che non ci sia miglior punto di partenza per descrivere la situazione spirituale del nostro tempo che la famosa frase di K. Rahner: "Il cristiano del futuro o sarà un 'mistico', cioè una persona che ha 'sperimentato qualcosa', o non sarà cristiano, perché la spiritualità del futuro non si baserà su di una convinzione unanime, manifesta e pubblica, né su di un ambiente religioso generalizzato, precedente all'esperienza e alla scelta personale"» (dal Prologo).
A partire da tale presupposto l'autore sottolinea l'importanza decisiva dell'esperienza di Dio per la vita del credente, ovvero di un evento nel quale Dio, presente da sempre nell'uomo, gli si manifesta portandolo all'essere e chiamandolo all'unione con Lui. Alla scuola dei grandi mistici, egli testimonia come sia possibile fare esperienza di Dio in ogni tempo, anche laddove il Signore sembra 'assente'. In questa nostra epoca dominata dalla mancanza di fede siamo dunque chiamati in maniera speciale a scoprire i segni della presenza di Dio e a incarnare l'esperienza di Lui in una spiritualità adeguata alla gente che vive nel mondo secolarizzato.

   
 
Michele Mazzeo
La spiritualità del Nuovo Testamento.
Ascolto e sequela
Dehoniane, Bologna 2011
712 pagine - euro 57,00


Compito della teologia spirituale del Nuovo Testamento è quello di domandarsi: come emerge la spiritualità di Gesù dai testi biblici? Qual è il nucleo centrale originante? Quali le linee di sviluppo? Che spiritualità emerge dagli scritti cristiani dal Vangelo di Matteo al libro dell'Apocalisse? Può essere di aiuto il processo vissuto dalle comunità cristiane delle origini per i cristiani di oggi? Il volume si inserisce nel panorama dell'attuale ricerca neotestamentaria, che prova a mettere in luce, fra le diverse teologie dei ventisette scritti del Nuovo Testamento, l'unità teologica all'interno di esso.
Michele Mazzeo è sacerdote cappuccino e ha conseguito il dottorato in teologia biblica allo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme. Cerca di tenere collegato lo studio della Bibbia con la proposta di una pastorale biblica. Insegna Sacra Scrittura al Pontificio Ateneo Antonianum di Roma e allo Studio Teologico S. Pio X di Catanzaro, della Pontificia Facoltà dell'Italia Meridionale.
   
 
Fernando Uribe
La Regola di san Francesco.
Lettera e Spirito
Dehoniane, Bologna 2011
368 pagine - euro 32,00


«La Regola appare come un documento spirituale orientato ad animare la vita ordinaria dei frati attraverso un linguaggio esortativo. La sua spiritualità emerge dall'esperienza personale di chi l'ha fatta, dalle profonde convinzioni dell'homo evangelicus Francesco, ma anche dalle esigenze che la vita ordinaria dei frati imponeva in quel momento; per questo motivo non è espressa in concetti teologici, ma in termini vitali» (dall'Epilogo).
Lo studio si inscrive tra i commenti della Regola di san Francesco denominati del "nuovo corso", così definiti perché escono dagli schemi giuridici delle Expositiones tradizionali (precetti, consigli, libertà...) al fine di cercare una spiegazione della Regola secondo altri parametri (storico, biblico, teologico, spirituale...), che permettano di meglio scoprire il significato del testo e le intenzioni del legislatore.
L'analisi intende chiarire, come prima istanza, quello che dicono le parole (esegesi) per passare poi al loro significato (ermeneutica).
   
 
La vocazione francescana oggi nel mondo: sfide e risorse
a cura di P. Martinelli
Dehoniane, Bologna 2011
200 pagine - euro 16,50


Dalla città di Assisi la via di Francesco si è estesa a tutto il mondo. Proprio per questo i francescani si sono concentrati a riflettere sulla sua diffusione nei vari continenti tenendo conto delle sfide che la famiglia religiosa si trova ad affrontare e delle risorse che le sono donate. «Come per tutta la vita ecclesiale, anche l'esperienza francescana nel mondo è contemporaneamente la stessa e profondamente differente; lo stesso carisma assume volti diversi e si modula attraverso culture differenti, generando nuovi stili di vita. Possiamo dire che la forza di un carisma sta propriamente nella sua capacità di esprimersi in tempi e spazi diversi, di "passare tra le differenze"» (dalla Presentazione).
Il volume presenta i contributi offerti nell'annuale giornata di studio promossa dall'Istituto Francescano di Spiritualità della Pontificia Università Antonianum (27 aprile 2010), cui deve il titolo. Le relazioni offerte mostrano la bellezza delle esperienze e la complessità delle condizioni in cui la vocazione francescana si trova a vivere oggi in Asia, America, Europa, Africa e Oceania.

   
 
In caritate veritas. Luigi Padovese. Vescovo cappuccino, Vicario Apostolico dell'Anatolia. Scritti in memoria
a cura di P. Martinelli - L. Bianchi
Dehoniane, Bologna 2011
1.000 pagine - euro 59,00


L'Istituto francescano di spiritualità della Pontificia università Antonianum intende onorare la memoria di mons. Luigi Padovese, vicario apostolico dell'Anatolia e presidente della Conferenza episcopale turca, barbaramente ucciso il 3 giugno 2010, con un volume che porta come titolo il suo motto episcopale. «Proprio a un anno dalla sua morte, questa iniziativa editoriale intende esprimere da parte di tutta la nostra realtà accademica grande affetto e profonda stima per questo figlio di san Francesco d'Assisi che ha dato la sua vita nella terra dell'apostolo Paolo».
I contributi pervenuti da parte di tante autorità ecclesiastiche, di ricercatori e docenti, si connettono tutti, implicitamente o esplicitamente, all'attività di professore o pastorale di Luigi Padovese e pertanto ne rappresentano, in un certo senso, un'eco e un approfondimento. Il testo infatti propone anzitutto gli atti del Simposio di antichità cristiane già programmato dallo stesso mons. Padovese in Turchia per il 23-29 giugno 2010. A ciò si aggiungono contributi di molti suoi estimatori, sulle materie a lui care, quali gli studi biblici, patristici, francescani, la teologia e l'attualità. E messaggi e ricordi di personalità di spicco che lo hanno conosciuto.

   
 
Abu'l 'Ala al-Ma'arri
L'epistola del perdono. Il viaggio nell'al di là
a cura di M. Diez
Einaudi, Milano 2011
LX - 210 pagine - euro 26,00


Scritta nell'XI secolo, L'Epistola del perdono di al-Ma'arri è un testo satirico di prima grandezza, una narrazione vivissima e teatrale. L'aldilà che vi è descritto è popolato di letterati pedanti, ipocriti adulatori, furbetti e furbastri che si aggirano tra angeli inverosimili e vergini a dimensione variabile secondo il desiderio dei beati. La satira di al-Ma'arri si rivolge sia agli uomini, in particolare agli eruditi ambiziosi e ai poeti maldestri, sia piú in generale alle rappresentazioni popolari del Paradiso islamico. Poeta coltissimo, uno dei piú grandi intellettuali della sua epoca, al-Ma'arri lascia trasparire, sotto l'ironia, una domanda di senso accompagnata da un messaggio teologico dirompente: il perdono divino è piú grande di quanto si creda. Per essere ammessi in Paradiso può bastare una buona azione nella vita; per un poeta, un vero buon verso in mezzo a tanti fasulli.
Questa prima traduzione italiana fa scoprire un libero pensatore dei suoi tempi, una delle piú grandi figure della cultura araba di ogni epoca.

   
 
Sainte-Beuve
Port-Royal
a cura di M. Richter
Einaudi, Milano 2011
CVI - 2.098 pagine - euro 150,00


Sainte-Beuve grande critico letterario, grande storico della cultura, soprattutto grande scrittore. In questa meticolosa ricostruzione del monastero più famoso e controverso d'Europa nel Seicento, a cui lavorò per gran parte della sua vita, non mancano l'erudizione, il ricorso ai documenti, la contestualizzazione politica e teologica. Ma ciò che ne fa un capolavoro della letteratura è proprio la scrittura: franta, modernissima, con un forte piglio di oralità, capace di condensare riflessioni profonde in poche righe e di rendere vivacemente le caratteristiche fisiche e psicologiche di personaggi sommi come Pascal, Molière e Racine, ma anche delle figure più oscure. Port-Royal è dunque lo specchio della Francia nel suo secolo d'oro, ma è anche uno specchio universale dell'umanità. E non è un caso che per molti lettori quest'opera sia diventata di culto, a prescindere dagli interessi religiosi (d'altronde Sainte-Beuve, per quanto appassionato ai percorsi dello spirito, aveva una visione laica del mondo e della storia). Così Gide affermava di leggere Port-Royal almeno un'ora al giorno, traendone «ad ogni svolta di sentiero osservazioni e vedute di una meravigliosa sagacia». E Gianfranco Contini, intervistato da Ludovica Ripa di Meana su quale fosse il libro più amato, lui che tanti ne aveva letti, rispose: «Port-Royal per me è il più gran libro che sia stato scritto, il più nutriente per qualunque momento della vita». E all'intervistatrice che gli preannunciava di volerlo leggere aggiunse: «Fortunata! che ha ancora da leggere uno dei capolavori dello spirito umano».

   
 
Domenico Bosco (ed.)
Agostino nella modernità. Il grand siècle (e dintorni)
Morcelliana, Brescia 2011
1.104 pagine - euro 48,50


«Agostino è anche il piacere di una citazione che fa autorità, allegazione, rimando: lo scrittore sacro lo cita per trovare appiglio e spunto, il predicatore per condensare lunghi giri di discorso, il comune lettore (o uditore) per trovare materia di riflessione lungo direttrici che sintetizzano dinamismi di inquietudine, problematizzano intenzioni e rettitudine d'amore, illustrano la fede che cerca l'intelligenza o l'intelligenza che è compagna di strada della fede, definiscono idee di giustizia non disattendendo, magari, che quel che è necessario per alcuni è il superfluo di altri, oppure per ribadire che la differenza non crea invidia dove c'è l'unione dei cuori. Non c'è autore che non ne faccia uso, e buon uso, anche per trovare ispirazione per pensieri più alti».
Recita così l'Antefatto di questo ricco volume. Un'opera di accurata scelta e traduzione di testi dei maggiori pensatori – tra Seicento, Settecento e Ottocento – che, inanellati uno con l'altro, paiono essi stessi in fieri, mentre dipanano la storia degli effetti di Agostino nella modernità. Quali sono stati i grandi interpreti di Agostino – critici e provocatori – e quali tratti del suo pensiero li hanno maggiormente influenzati? Si pensi a Francesco di Sales, Giansenio, Cartesio, Pascal, La Rochefoucauld, Malebranche, Nicole, Lamy, Fénelon, Bayle, Voltaire, Bergier... Molti volti agostiniani vivono in questi autori: ma sono anche "modulazioni" in cui forse è possibile trovare una chiave per rileggere le questioni di fondo della modernità proprio a partire da Agostino – nella tensione tra ragione e fede, nei temi dello spazio e del tempo, della coscienza, della verità e della grazia: un tessuto filosofico-teologico e psicologico di cui la filosofia moderna si è nutrita, e a cui il pensiero occidentale continua ad attingere.
   
 
Grado Giovanni Merlo
Eretici del medioevo.
Temi e paradossi di storia e storiografia
Morcelliana, Brescia 2011
192 pagine - euro 16,00


Contrariamente al senso comune, eretici ed eresie non hanno alcuna oggettività di per sé, come soggetti eterodossi, ma vanno a definirsi alla luce di ciò che li contrasta: la cultura ecclesiastica, che in determinati contesti spazio temporali così li ha definiti e in quanto tali li ha avversati – fino a reprimerli col sangue – con la precisa finalità di difendere un ordinamento religioso che al contempo pretendeva di essere civile e politico. Ne abbiamo un osservatorio in queste pagine: ereticali erano quei comportamenti capaci di minacciare l'egemonia culturale della Chiesa e dei suoi uomini, e il suo dominio effettivo sui fedeli.
Seguire le tracce dei movimenti ereticali, attraverso temi e figure, diventa qui rilevante per una comprensione più profonda di quella parte del medioevo cosiddetto "cristiano". Un contesto ben più complesso e intriso di paradossi, in cui la stessa coerenza evangelica pareva non coincidere con la conformità a quanto ricavabile dal Nuovo Testamento, ma veniva subordinata al rispetto delle auctoritates scritturali – intese come norme – e dei canoni destinati a regolare la vita religiosa collettiva e individuale in vista della salvezza ultraterrena. Una prospettiva che rovescia la stessa interpretazione degli eretici e profila un modello storiografico a partire dal quale ripensare un capitolo di storia medievale: il modo in cui la Chiesa cattolico-romana, opponendosi alle eresie, ha rivendicato il suo carisma.

   
 
Tertulliano
Il battesimo
a cura di A. Carpin
Edizioni Studio Domenicano, Bologna 2011
248 pagine - euro 28,00


Il Battesimo (De baptismo) di Tertulliano, composto nei primi anni del III secolo, è la prima opera latina scritta per illustrare e motivare la fede cristiana che fonda questo sacramento, mostrando come la sua istituzione divina sia il termine di una progressiva rivelazione del disegno del Padre.
In particolare, l'autore si sofferma sulla specificità del battesimo rispetto ai riti iniziatici dei misteri pagani: il sacramento dell'acqua, che rimanda al mistero pasquale di Cristo, è semplice nella sua ritualità ma efficace, poiché realmente purifica l'uomo dai peccati donandogli la vita divina della grazia. In stretta connessione con il battesimo vi sono i riti dell'unzione crismale e dell'imposizione delle mani che completano nell'uomo la grazia battesimale.
Infine sono affrontate alcune questioni teologiche, come il battesimo amministrato dagli eretici, la necessità di celebrare il sacramento, il ministro del battesimo, il battesimo dei bambini.
   
 
Tertulliano
La penitenza
a cura di A. Carpin
Edizioni Studio Domenicano, Bologna 2011
216 pagine - euro 28,00


La penitenza (De paenitentia) di Tertulliano, composto nei primi anni del III secolo, è la prima opera latina scritta su questo sacramento.
Partendo dall'esperienza comune del pentimento, Tertulliano mostra la vera natura della penitenza cristiana sulla base della rivelazione dell'Antico e del Nuovo Testamento, attuatasi poi nella prassi liturgica della Chiesa (la disciplina penitenziale).
La penitenza è la conversione dei peccati dettata dal timor/amor di Dio e fondata sulla certezza della misericordia divina. Essa precede il battesimo dato a remissione dei peccati, ma costituisce propriamente un "rito sacramentale" per il perdono dei peccati dopo il battesimo. La penitenza interiore si esplicita negli atti penitenziali esterni del peccatore che, tramite la Chiesa e il suo ministero di grazia, confessa a Dio i propri peccati, chiede il perdono divino e la riconciliazione con la Chiesa.

   
 
Dionigi
Mistica teologia e Epistole I-V
a cura di M. Andolfo
Edizioni Studio Domenicano, Bologna 2011
288 pagine - euro 28,00


La Mistica teologia è un sintetico trattato di metafisica con finalità mistica: conoscere Dio non come si manifesta e rivela nel creato e nella Scrittura, ma come è in sé stesso, l'increato, l'infinito che trascende tutte le determinazioni, dissimile da tutte le altre realtà. Per questo l'intelletto umano deve negare dapprima tutte le affermazioni su Dio che ne sottolineano la somiglianza con il creato, ma poi anche tutte le negazioni perché tutte le realtà sono partecipazioni divine e pertanto esistono in Dio in modo eminente. Abbandonata ogni affermazione e negazione determinata, in tale nescienza l'intelletto umano conosce sovraintellettivamente l'Inconoscibile, ossia si è disposto a essere elevato dalla grazia all'esperienza mistica della comunione con Dio.
La traduzione con testo greco a fronte è accompagnata da quella delle principali lettere di Dionigi che chiariscono alcuni punti del trattato, da un'introduzione alla struttura dell'opera e alla figura del suo misterioso autore e da un commento filosofico che presenta la chiave interpretativa del trattato, ne spiega insieme alle note al testo i passaggi complessi e lo contestualizza all'interno della storia del pensiero antecedente e successivo a Dionigi sia occidentale (neoplatonismo pagano e filosofia patristica, bizantina e medievale, rinascimentale e oltre) sia orientale (ermetismo e filosofie indiana, giudaica e islamica). Anche al lettore non specialista è così resa possibile la comprensione di uno scritto che costituisce un esempio paradigmatico e di perenne attualità di mistica speculativa, suggestivo per tutti e particolarmente per il cristiano che, in quanto chiamato alla santità, trova un itinerario di approfondimento razionale della propria fede spinto sino ai limiti invalicabili dell'intelligenza umana in quanto finalizzato ad aprire la sua anima al dono della grazia santificante.

   
 
Giorgio Pasini
Il monachesimo nella Rus' di Kiev
pres. di R. Cemus
Edizioni Studio Domenicano, Bologna 2011
320 pagine - euro 22,00


La spiritualità ortodossa della Terra Russa troppo spesso è ingiustamente trascurata dal mondo occidentale. Perciò questo saggio si propone di farcela scoprire e di condurci nel cammino lungo e affascinante dell'ecumenismo, perché – secondo una frase molto cara a Giovanni Paolo II – la Chiesa possa nuovamente respirare con entrambi i suoi due polmoni.
La conoscenza più approfondita dei vari aspetti della cultura russa, come l'arte e la letteratura, ci potrà aiutare a comprendere non solo lo stretto legame fra i canoni estetici bizantini e l'icona russa, ma anche e soprattutto la profonda spiritualità della letteratura russa del XIX secolo.
Infine, seguendo l'evoluzione storica del monachesimo russo potrà cogliere anche il perché dello stretto legame esistente fra Chiesa Russa e società civile e politica, così come appare ancora bene evidente ai nostri giorni il legame esistente fra Chiesa e Stato in Russia.
   
 
Annick de Souzenelle
Il femminile dell'essere.
Per smetterla con la costola di Adamo

Servitium, Sotto il Monte (Bergamo) 2011
278 pagine - euro 16,00


Dopo il femminismo, movimento sociale di cui la de Souzenelle sottolinea e la necessità storica e i limiti, e dopo lo sfruttamento pubblicitario della femminilità, è giunto il tempo per l'umanità – uomini e donne uniti in una medesima ricerca dell'umano – di riscoprire il senso del femminile. La Bibbia contiene, secondo Annick de Souzenelle, la chiave che può aprirci la porta su questa dimensione essenziale, trascurata dalla nostra società. Partendo dal testo ebraico, fonte ispirativa cui l'Autrice ha ormai abituato i suoi lettori con i suoi precedenti libri, parla dell'esistenza e della comune vocazione umana attraverso la storia e il significato delle figure matriarcali e femminili bibliche o anche di personaggi maschili con "valenza" femminile, per arrivare ad esporre la prospettiva cristiana ortodossa che afferma la mistica sponsalità della chiesa e dell'anima nella relazione con Dio.
   
 
Patrick Levy
Il qabbalista. Incontro con un mistico ebreo
Servitium, Sotto il Monte (Bergamo) 2011
340 pagine - euro 18,50


«Ne Il qabbalista si sente l'ispirazione, le ali e la luce del vivente, si sente la forza e il legame che unisce gli esseri, il discepolo, il maestro, il mondo e la gioia di ricevere un poco del miracolo dell'Infinito. Il qabbalista: un libro di sapere e di amore, molto semplicemente un libro di vita…» (M.-A. Ouaknin).
Patrick Levy costituisce uno strano fenomeno nel paesaggio degli autori di spiritualità: si definisce accanitamente ateo, ma s'interessa molto alle religioni e alle spiritualità. «Tutto ciò che appartiene all'umanità mi appartiene» dice per giustificare la sua curiosità. Egli organizza diversi colloqui interreligiosi e vi prende parte. Levy ha vinto con questo libro, uscito originariamente in lingua ebraica, il "Premio spiritualità d'oggi" 2002: speciale menzione della giuria.
   
 
Jacqueline Morineau
Il mediatore dell'anima.
La battaglia di una vita per trovare la pace interiore

Servitium, Sotto il Monte (Bergamo) 2010
192 pagine - euro 55,00


La presente opera, che costituisce il completamento del precedente libro – L'esprit de la médiation, éditions Érès (Lo spirito della mediazione, Franco Angeli, 1998, 2004) – intende perciò aprire il cammino anche verso il completamento dell'essere.
Con il suo percorso esistenziale, costellato di pesanti prove, con il ricco bagaglio culturale acquisito, con il suo approccio professionale alla mediazione, l'autrice giunge a trasmettere il frutto prezioso di tutta una vita spesa nella ricerca e nell'approfondimento di risposte a pressanti interrogativi sorti in lei, ma che fanno parte del bagaglio umano d'ognuno e della crescita umana: come passare dalla morte alla vita? Come riconciliarsi con se stessi e con gli altri? In questo nuovo libro, più testimonianza di evoluzione interiore che trattazione di una nuova tematica, com'è appunto la "mediazione", l'autrice vuole dare dimostrazione sperimentata di come sia fondamentale ritrovare il senso di una spiritualità che porti a unificare dentro di sé corpo e spirito, a una coscienza di sé che sviluppi le potenzialità costruttive di relazioni vitali e non più distruttive.

   
 
Iacopone da Todi
Laude
Leo S. Olschki, Firenze 2010
LXXVI - 440 pagine - euro 49,00


L'opera di Iacopone da Todi è oggetto di una crescente attenzione, rinfocolata anche dal recente anniversario della sua morte (1306-2006). Le laude del poeta e mistico umbro sono ormai comunemente annoverate fra i «classici» della letteratura medievale. Questo commento delle laude iacoponiche, per la prima volta integrale, fornisce al lettore e allo studioso del Tudertino uno strumento nuovo per apprezzare la ricchezza della scrittura iacoponica, profondamente implicata nel dialogo intertestuale con le tradizioni letterarie del proprio tempo. Il commento squaderna la complessità del laudario, dove si intrecciano «sermoni in versi», in forma di astratte illustrazioni 'catechistiche' o di drammatici conflictus allegorici, a confessioni estatiche, composte in un arco di tempo presumibilmente lungo. Dopo un ampio quadro di sintesi sulla figura e sull'opera di Iacopone, il volume riporta l'intero laudario.
Ciascuna lauda è introdotta e accompagnata da un articolato apparato di note; un duplice indice dei riferimenti biblici e francescani permette infine di attraversare le laude lungo differenti percorsi tematici, che testimoniano la ruminatio iacoponica, lungamente raffinata, del testo sacro e dei più noti opuscoli spirituali dei secc. XI-XIII.
 
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