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Giovanni Moioli
La spiritualità familiare. Frammenti di riflessione
Coop. In dialogo, Milano 2008
208 pagine - euro 8,90
"Il senso della fede nella famiglia è il medesimo che la Chiesa stessa ha e deve avere [...] non solo genericamente, ma in un dato momento storico: di fronte alle difficoltà, agli interrogativi, alle proposte di oggi." Il testo vuole testimoniare ciò che Giovanni Moioli ha cercato di realizzare in anni e momenti diversi della sua esistenza con coppie di sposi, famiglie e gruppi che cercavano di alimentare la vita attraverso l'ascolto, la meditazione, la preghiera. Approfondimenti lucidi e chiari sui fondamenti biblici e teologici del sacramento del Matrimonio e della spiritualità che ne consegue, per rivelarne quella bellezza e profondità che hanno come riferimento radicale Cristo. |
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Renzo Mandriola
Quattro di Quelli. Storie di sequela
Dehoniane, Bologna 2008
188 pagine - euro 17,00
Nel cammino di sequela del Signore Gesù, l'autore invita di lasciarsi sollecitare dall'esperienza di quattro tra coloro che per primi lo hanno seguito.
Le figure degli apostoli Giovanni, Pietro, Tommaso e Giuda vengono così proposte alla meditazione secondo lo schema della lectio divina.
L'intento non è quello di offrire considerazioni spiritualistiche e devote, ma di intraprendere dapprima una fase di analisi biblica del testo (lectio), per poi introdurre alla meditatio.
In questa fase, il lettore si sente chiamato in causa personalmente e viene direttamente coinvolto nelle situazioni descritte, non dissimili dalla vita di ciascuno.
L'oratio e i suggerimenti per la riflessione, estremamente essenziali, rappresentano il congedo con cui chiudere la meditazione Con un linguaggio stilisticamente gradevole, l'autore mostra una straordinaria capacità di far risaltare il "tesoro nascosto" nel testo, anche grazie a una serie di osservazioni incisive che inducono all'introspezione. |
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Michel de Certeau
Fabula mistica. XVI-XVII secolo
a cura di S. Facioni
Jaca Book, Milano 2008
376 pagine - euro 34,00
Quest'opera è considerata da molti il capolavoro di Michel de Certeau. Essa racconta l'irruzione nella storia della parola mistica come esperienza di marginalità, esclusione e rinuncia. Un'esperienza che si svolge in luoghi in cui perdersi, attraverso parole o scene di enunciazione che sperimentano nuovi linguaggi: da Eckhart a Silesius, da Teresa d'Avila a Giovanni della Croce o Surin, tutto un corteo luminoso di donne, folli, illetterati, eremiti oscilla fatalmente tra obbedienza e rivolta, ortodossia ed eresia, sapere istituito e nuovi ordini del conoscere. Critica letteraria e psicoanalisi, semiotica e filologia, analisi sociale e indagine politica, contribuiscono a disegnare un percorso che abbandona (ma non trascura) i confini della teologia e si lascia contaminare da strumenti critici apparentemente estranei o inadeguati. Ed è proprio la sorvegliata e rigorosa contaminazione tra discipline a costituire il tratto caratteristico dell'opera dello storico, come pure il suo lascito fecondo: assumere l'"altrove" come griglia ermeneutica o il "desiderio" come impossibile che muove la storia, significa mettere in discussione ogni teoria o pragmatica della comunicazione e lasciare che a parlare sia un linguaggio perforato, interdetto, opaco, sempre bisognoso di traduzione ma anche sempre più ricco di qualunque sistema. Se nelle parole dei mistici si occulta "il lutto che le separa da quanto mostrano" non sarà possibile smettere di percorrerne i tracciati, lasciandosi letteralmente "alterare" da quanto producono. La nostalgia di un'inafferrabile origine attraversa Fabula Mistica per contestare l'utopia della trasparenza e della pienezza di un sapere che occupa la scena con la pretesa di ricapitolare ogni suo movimento. Ma altre scene, altri teatri, altre narrazioni si sono insinuate nei secoli XVI e XVII e, più o meno consapevolmente, hanno inaugurato il nostro tempo. Michel de Certeau – passante dei saperi – non intende captare alcun segreto, ma prova ad osservare tali scene con lo sguardo di chi cerca il loro punto di fuga, vale a dire l'impossibile "da cui ci sviano verso un assoluto". |
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Lola Arrieta
Accogliere la vita.
L'accompagnamento nella vita quotidiana e spirituale
Dehoniane, Bologna 2008
152 pagine - euro 13,00
La vita cristiana richiede un atteggiamento di continuo discernimento. L'accompagnamento della persona in cammino o in difficoltà non può essere quindi soltanto psicologico, ma deve riguardare anche l'aspetto spirituale. Il testo offre contenuti di psicologia pastorale, utili per l'accompagnamento nella vita quotidiana. È frutto dell'esperienza sul campo dell'autrice, che ha indagato con successo nuove piste per illuminare la finalità dell'accompagnamento, la prospettiva da cui si accompagna e i criteri che aiutano il come. Fornisce inoltre utilissimi suggerimenti pratici. |
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Monaci, ebrei, santi.
Studi per Sofia Boesch Gajano
Atti delle Giornate di studio "Sophia kai historia"
(Roma, 17-19 febbraio 2005)
a cura di A. Volpato
Viella, Roma 2008
536 pagine + ill. - euro 40,00
Monachesimo, presenza ebraica e santità sono temi tra i più significativi del Medioevo occidentale e il loro studio costituisce un osservatorio privilegiato per la storia della società nelle sue diverse articolazioni strutturali ed espressive.
Si tratta di tematiche caratteristiche del lungo cammino scientifico percorso da Sofia Boesch Gajano: amici e colleghi, italiani e stranieri, con i quali la studiosa ha intrecciato fecondi rapporti di collaborazione, le riprendono, proseguendo quella attenta riflessione storiografica e sperimentazione di nuovi percorsi che molto deve alla sua lunga attività di ricerca. |
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Le reliquie e il potere
Colloquium internazionale Aquileia
"Incontro di popoli e di culture"
Gaspari Editore, Udine 2007
336 pagine -
euro 14,80
Il fenomeno storico del culto delle reliquie, all'inizio del suo presentarsi, avviene nel luogo della sepoltura di un martire. Esso è circoscritto. Non a tutti è dato farsi seppellire nelle vicinanze. Anche ad Aquileia abbiamo testimonianze di depositio ad sanctos, alcune iscrizioni funerarie riportano infatti la formula In hoc sanctorum loco... In Occidente, a cominciare dal III secolo, la gestione di questo culto, è fatta propria dal Vescovo il quale utilizza una liturgia particolare per l'adventus (come si trattasse di un protettore, di un patronus), per la depositio e per la traslatio dei resti. Il popolo vi è coinvolto, assiste alla liberazione degli ossessi, impetra grazie, si mette sotto il patrocinio del santo, vuole toccarne il corpo, i vestiti, la tomba... Il perno di tutta questa strana religiosità non va ricercato nel Vangelo, ma nella funzione che la religiosità viene a svolgere sotto la guida di chi la orienta. Il culto delle reliquie diventa sempre più un potere. |
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Ambrogio Autperto
La purificazione di Maria
a cura di M. Bini
Aleph Edizioni, Montespertoli (Firenze) 2008
144 pagine - euro 12,00
Può la liturgia ridarsi a sentimentale ed evanescente memoria di un passato oppure dischiude una presenza viva ed operante? La policroma tradizione medioevale, a questo proposito, ci consegna ancora un bel testo, ricco di sapienza e di fine argomentazione teologica. Si tratta di un'omelia sulla Purificazione di Maria (l'odierna Presentazione del Signore e la più popolare "Candelora") del monaco Ambrogio Autperto. abate di san Vincenzo al Volturno, autore operante in quella feconda stagione culturale europea che già intravede le luci della grande rinascita carolingia. Le luci dei ceri che brillano nella cerimonia liturgica, il gesto dell'offerta del Cristo bambino da parte della Vergine Maria, la profezia di Simeone, l'attesa di Anna, rivestiti di un finissimo simbolismo, dispiegano per Autperto i misteri della Chiesa in cammino verso l'eternità, illuminano l'agire del cristiano nel tempo, anticipano quella pace piena e compiuta dell'ultimo Avvento. |
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André Ravier
Francesco di Sales. Ciò in cui credeva
Morcelliana, Brescia 2008
128 pagine -
euro 12,00
È divertente giocare agli anagrammi, soprattutto se si tratta di esprimere il carattere di una persona. Che fortuna allora se è l'eroe stesso del gioco a incaricarsi della trasposizione del suo nome: c'è da scommettere che l'anagramma servirà a rivelarlo nell'intimo! È ciò che è successo a Francesco di Sales. Si divertì, un giorno, a creare il suo anagramma ed eccone il risultato: "FOI SANS DESCALER", cioè fede integrale. Si sarebbe potuto scrivere questa frase come sottotitolo a questa opera. Ciò in cui credeva Francesco di Sales? Sì, ma molto semplicemente ciò che Cristo ha affidato alla sua Chiesa. Per osare scrivere questo libro, bisognerebbe avere familiarità con la vita e il pensiero di Francesco di Sales e averne colto le più sottili sfumature. È il caso di André Ravier. Il suo Saint François de Sales (Édit. du Châlet) risale al 1962. Nel 1969 pubblica in "la Pléiade", le tre opere maggiori del "Dottore dell'Amore" dedicandogli una importante prefazione. Nel 1971, in "Bibliothèque de l'Académie Salésienne", Saint François de Sales et ses faussaires. Nel 1980, in "Bibliothèque européenne" (DDB), Lettres d'amitié spirituelle de saint François de Sales [S. Francesco di Sales, Lettere di amicizia spirituale, a cura di André Ravier, s.j. – Paoline, Roma 1984]. Infine, nel 1985, Éditions Nouvelle Cité, Un sage et un saint François de Sales [André Ravier, Francesco di Sales. Un dotto e un santo – Jaca Book, Milano 1986]. Il libro che presentiamo è il frutto di queste ricerche e di questo assiduo lavoro: vi si sente battere, vivo, il cuore di Francesco di Sales.. |
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Wilhelm von Humboldt
Scritti sulla Bhagavadgîtâ
a cura di F. Ghia
Morcelliana, Brescia 2008
288 pagine - euro 18,00
Sollecitato dalla traduzione in latino, nel 1823, della Bhagavadgyta, uno tra i più importanti dei testi sacri dello hinduismo, Wilhelm von Humboldt pubblica tra il 1825 e il 1826 due memorie accademiche di commento al testo sanscrito e alcune note sulla versione latina. In tali testi, qui tradotti per la prima volta in italiano, l'interesse linguistico si intreccia con la problematica dello sviluppo storico dell'uomo e delle modalità del suo agire politico nel mondo, attestando così la dimensione antropologica come un luogo centrale della filosofia humboldtiana. Non a caso Humboldt rende il termine hindu "yoga" con "Vertiefung": l'atto dell'approfondire, del concentrarsi su un dato oggetto, dello scavare, dell'immergersi fino nelle profondità di qualche cosa. In questa concentrazione di tutte le energie psichiche in uno sprofondamento totale che annulla ogni altra realtà circostante si ritrovano un anelito e una tensione religiosamente ispirate che si evolvono fino a intraprendere la via di una unione mistica con l'Assoluto. Identificando in tale sprofondamento il nucleo della portata filosofica della religione indiana, Humboldt perviene infine a celebrare nella Bhagavadgýta un canto supremo della libertà religiosa dell'uomo morale. |
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Enzo Bianchi
Ricominciare nell'anima, nella Chiesa, nel mondo
Nuova ediz. aggiornata
Marietti 1820, Genova 2008
140 pagine - euro 12,00
Sollecitato da Marco Guzzi, filosofo e poeta, Enzo Bianchi esprime, come in una "collatio" monastica, i suoi pensieri e le sue sollecitudini sull'uomo, sul cristiano, sulla chiesa. Ne esce un colloquio a cuore aperto sul grande fluire della fede cristiana dai primi secoli ai giorni nostri, nell'appassionata ricerca del senso della presenza cristiana nella compagnia degli uomini. Una rilettura pacata e insieme profetica della fedeltà alla terra e al cielo che ogni cristiano è chiamato a vivere nella sequela di Gesù Signore: senza rimpianti né nostalgie, ma con la franchezza e l'audacia di chi tenta di porre se stesso sotto il Primato della Parola di Dio e della sua volontà. Un appello accurato alla conversione delle chiese all'unico Signore, per una rinnovata e credibile testimonianza dell'attesa del Regno che viene e che trasfigura il creato intero. |
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Pavel A. Florenskij
Il concetto di Chiesa nella Sacra Scrittura
a cura di L. Zák e N. Valentini
San Paolo, Milano 2008
342 pagine -
euro 32,00
Questa importante opera di Florenskij - tradotta qui per la prima volta dal russo in italiano da Claudia Zonghetti - scritta nel 1906, ancora studente al terzo anno dell'Accademia Teologica di Mosca, non è mai stata attentamente esaminata, né quanto alle questioni ecclesiologiche qui trattate, né quanto al suo significato in relazione alle successive opere teologiche di padre Pavel. Si tratta di un vero e proprio "trattato" che, a oltre un secolo dalla sua stesura, mantiene intatto il suo interesse, svelando un tesoro della riflessione ecclesiologica ancora sconosciuto per la cultura teologica europea. La preziosità dell'opera non risiede soltanto nelle acute e geniali intuizioni giovanili di Florenskij, ma anche nella sorprendente anticipazione di alcune questioni cruciali del rinnovamento ecclesiologico del secolo XX. Inoltre, trovano qui una loro degna anticipazione alcuni temi portanti del pensiero florenskijano. |
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Lorenzo Giustiniani
Disciplina e perfezione della vita monastica
Opera omnia, vol. II
trad. di mons. A. Costantini
Marcianum Press - Regione del Veneto,
Venezia
2008
212 pagine - euro 38,00
Il trattato De disciplina et spirituali perfectione monasticae conversationis composto nel 1425 dietro richiesta della nipote Eufemia, probabilmente nel monastero di S. Agostino a Vicenza, ha conosciuto tra le opere del Giustiniani la più ampia diffusione, con il maggior numero di edizioni e traduzioni.
L'opera è divisa in 24 capitoli lungo i quali si articola una riflessione che, a partire dal fondamento cristologico della vita consacrata, ne considera attentamente le dinamiche individuali e relazionali, esaminandone virtù da coltivare e possibili vizi da contrastare, nonché mezzi e risorse positive per progredire nella perfezione, fino a valutare le modalità di vita concrete che nell'esperienza comunitaria monastica risultano determinanti per la qualità dell'itinerario di elevazione a Dio. |
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