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Giovanni
Climaco
La scala
a cura di L. D'Ayala Valva
Edizioni Qiqajon - Comunità di Bose,
Magnano (Biella) 2005
552 pagine - euro 30,00
Composta
verso la metà del VII secolo da un eremita
di nome Giovanni, divenuto poi igumeno di un grande
cenobio, La scala (Klimax, da
cui l'appellativo di Climaco per indicare l'autore) è nota
nell'occidente latino come Scala Paradisi. Opera
di sintesi, è a un tempo frutto della tradizione
e composizione originale: se da un lato raccoglie
l'eredità spirituale dei padri precedenti
(in particolare quelli del deserto egiziano e della
Palestina), rivela dall'altro una sensibilità,
una finezza e una profondità d'analisi assolutamente
uniche. Non a caso l'opera ha goduto nell'oriente
come nell'occidente cristiano di una popolarità ininterrotta
fino ai nostri giorni. La Scala è l'invito
a un pellegrinaggio: attraverso i suoi gradini
ascendenti che culminano nella carità, "scandisce
un cammino che porta alla somiglianza-partecipazione
con Dio mediante l'imitazione del Cristo morto
e risorto" (Olivier Clement). |
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Mirella
Susini
I martiri di Tibhirine.
"Il dono che prende il corpo"
Dehoniane, Bologna 2005
224 pagine - euro 15,50
Il
volume ricostruisce la spiritualità di
offerta che ha guidato la scelta dei monaci trappisti,
martirizzati a Tibhirine (Algeria) nel 1996. Un'offerta
al popolo "amico e islamico" nella percezione
netta che essa comporta il martirio. L'autrice presenta
la ricchezza di questa spiritualità facendo
ricorso agli scritti dei monaci e in particolare
al Diario, tenuto dal monaco più giovane del
monastero, fr. Christophe. "Diario di un'anima" e
assieme "Diario di una comunità".
Il volume è nello stesso tempo biografia e
documento: propone l'ultimo esempio della Chiesa
del XX secolo, "diventata nuovamente Chiesa
di martiri" (Giovanni Paolo II). Attraverso
la lettura del Diario si giunge a percepire anche
la novità dei temi con cui il martirio si
impone oggi alla coscienza ecclesiale. Per questo
il volume è biografia, è testimonianza, è spiritualità ed è teologia: "teologia
viva".
Il martirio dei protagonisti non è causato,
come nel passato, dal proselitismo o da gesti eclatanti,
ma dal dono della vita, consapevolmente data per
i vicini, in ascolto interiore di Colui che ha offerto
se stesso per i suoi amici. Il popolo algerino, musulmano, è stato
quell'"amico" per cui essi hanno dato la
loro vita a imitazione del Maestro. |
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Storia
della santità nel cristianesimo occidentale
Viella, Roma 2005
432 pagine - euro 28,00
La
rilevanza conferita alla santità nella società contemporanea è l'esito
di una lunga storia. Il culto dei santi fin dai
primi secoli del cristianesimo ha rivestito un
ruolo centrale dal punto di vista non solo religioso,
ma anche sociale, politico e culturale.
Se nel periodo delle origini si trattò di
un fenomeno esteso all'intera arca del Mediterraneo,
a partire dal medioevo, in particolare per il ruolo
svolto dalla Chiesa romana nel riconoscimento ufficiale
della santità, il culto dei santi ha acquisito
in Occidente caratteristiche sempre più specifiche,
destinate ad accentuarsi nel mondo cattolico dopo
la Riforma protestante e il Concilio di Trento, coinvolgendo
il continente americano e le altre terre di missione,
e in maniera crescente in età contemporanea,
in particolare durante il pontificato di Giovanni
Paolo II.
Affidandosi a sei dei maggiori specialisti del settore,
il volume propone una trattazione sistematica della
santità e del culto dei santi, considerati
nella loro interazione, mettendo a fuoco i prodotti
culturali - letterari e artistici - che essi hanno
ispirato, e che nello stesso tempo li hanno propagandati
e perpetuati. |
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La
mistica del quotidiano.
Percorsi e figure
a cura di P. Ciardella,
Paoline, Milano 2005
168 pagine - euro 9,00
È
ormai divenuto un luogo comune, quando si parla
o si scrive di mistica, citare la sentenza di Karl
Rahner secondo la quale "oggi, se non si è mistici,
non si può essere nemmeno cristiani".
La necessità di questa "conversione
mistica" del cristiano, che il teologo tedesco
prospettava già all'indomani del Concilio,
attualmente sembra essere avvertita da molti come
un passaggio irrinunciabile per uscire dalla situazione
critica in cui versa l'avventura della fede.
La mistica è incontro, esperienza vissuta,
conoscenza personale di Dio a cui ogni cristiano
può, e in qualche misura deve, avere accesso
nell'unico spazio che gli è concesso, ovvero
nell'oggi della sua avventura esistenziale. |
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Jean
Leclercq
Il richiamo dell'eremo.
La dottrina del beato Paolo
Giustiniani
pref. di Th. Merton
Edizioni Scritti Monastici - Abbazia di Praglia,
Bresseo di Teolo (Padova) 2005
154 pagine - euro 19,00
L'opera
sulla dottrina del beato Paolo Giustiniani di Leclercq
fu pubblicata nel lontano 1953, più volte riedita
e tradotta in varie lingue. Da essa cogliamo tutta
l'ammirazione di Leclercq per la complessa personalità
del beato, e la sua eredità spirituale trasmessa agli
ordini monastici e alla Chiesa. Il volume introduce il
lettore sui sentieri di una particolare sequela
Christi, fino alle dimensioni più alte della solitudine
e del silenzio. |
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Mauro
Orsatti
L'arte di pregare. Alla scuola del Nuovo Testamento
Ancora, Milano 2005
256 pagine - euro 14,50
Siamo
tutti analfabeti nella preghiera. Strada maestra
per imparare
a pregare è la preghiera biblica. In questo
libro "sono prese in considerazione e brevemente
commentate alcune note preghiere del Nuovo Testamento,
con l'intento di stimolare i cristiani a "pregare
la Parola". Partendo dai Salmi - preghiera dell'Antico
Testamento con largo impiego nel Nuovo - si lascia
spazio ad una pluralità sinfonica,
ascoltando qualche pagina dei Vangeli sinottici,
passando attraverso Paolo con gli inni cristologici
e giungendo alla letteratura giovannea" (dalla Prefazione). Alcune appendici pratiche completano
il volume. |
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Mauro
Paternoster
Liturgia e Spiritualità cristiana
Dehoniane, Bologna 2005
160 pagine - euro 14,00
Il
volume illustra lo stretto rapporto che intercorre
tra la liturgia e la vita spirituale, intesa come
esperienza personale ed ecclesiale di Dio che,
attraverso lo Spirito Santo, agisce nella liturgia
e nel silenzio dei cuori.
La necessità di ricalibrare la spiritualità cristiana
sulla parola di Dio e sulla celebrazione liturgica è uno
degli orientamenti capitali del Vaticano II. La fedeltà alla
riforma liturgica conduce a una spiritualità purificata
dal devozionismo e da tendenze emotivo-psicologiche,
non sempre consoni con la parola di Dio e rispettosi
dell'immagine di Dio trasmessa dalla liturgia. Per
affermare l'originalità e la specificità della
spiritualità cristiana, è necessario
riscoprire la spiritualità biblica e liturgica.
La Sacrosanctum concilium afferma che uno degli scopi
principali della liturgia è di "rivelare
nella vita dei fedeli il mistero di Cristo e la vera
natura della Chiesa" e che "la liturgia è la
prima e per di più necessaria sorgente dalla
quale i fedeli possano attingere uno spirito veramente
cristiano".
Il volume si prefigge di gettare un ponte tra teologia
e pastorale: dopo alcuni capitoli di impostazione
storica e argomentativa, delinea le coordinate teologiche
di una spiritualità che si alimenta dalla
liturgia, per chiudere sul rapporto che deve intercorrere
tra la liturgia, le devozioni popolari e i pii esercizi
di pietà. |
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Simon
Schwarzfuchs
Rashi. Il maestro del Talmud
pres. di P. Alborghetti
Jaca Book, Milano 2005
128 pagine - euro 14,00
Rashi
(1040-1105), acronimo di Rabbi Shlomo ben Ytschaq, è il "commentatore" per
eccellenza, colui senza il quale non è possibile
accedere pienamente ai testi fondamentali del giudaismo:
la sua puntualità e profondità permettono
a tutti di comprendere, con semplicità,
anche quei passi che altrimenti rimarrebbero oscuri. La
stessa tradizione cristiana, soprattutto quella
medievale, attraverso i maestri di San Vittore -
Ugo, Andrea e Riccardo - e Nicola di Lira, attingerà con
profitto all'opera di questo grande maestro; e successivamente
Lutero e la traduzione della Bibbia di re Giacomo.
Simon Schwarzfuchs delinea la figura di questo grande
maestro, collocandolo nella sua epoca storica, nel
contesto in cui vive. Il metodo, se è valido
per la ricostruzione di ogni figura del pensiero, è particolarmente
indovinato per Rabbi Shlomo, in quanto, a differenza
di altri, egli è uomo della tradizione, il
cui lavoro è profondamente radicato nel giudaismo
coi suoi testi: Rashi spende tutta la sua vita per
comprendere e insegnare la Bibbia e il Talmud, libri
tipici di questa tradizione.
E dal contesto storico emerge poi questo rabbino
medievale nella sua singolarità, con i suoi
commenti, ma anche con le sue risposte alle comunità che
lo interpellano, con i suoi poemi liturgici e con
la scuola dei Tosafisti che continuerà la
sua opera. |
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San Vincenzo de' Paoli
Opere
4. Corrispondenza aprile 1650- luglio 1653
CLV - Edizioni Vincenziane, Roma 2005
548 pagine - euro 36,50
In
questo quarto volume delle opere di san Vincenzo
de' Paoli (1581-1660) è pubblicata la corrispondenza
intercorsa tra il santo e altri personaggi noti
dell'epoca (lettere 1206-1645b). Sono gli anni
della piena maturità, quando oramai un san Vincenzo,
settantenne, vede che il sogno della Congregazione
della Missione e delle Figlie della Carità ha superato
ogni previsione.
Strumento utile per comprendere una delle figure
più interessanti del grand siécle della
spiritualità francese. |
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Vittorino
Andreoli
Follia e santità
Marietti 1820, Genova-Milano 2005
360 pagine - euro 15,00
"Perché mai
la santità dovrebbe corrispondere ad un
concetto di normalità? Per quale motivo,
storicamente, si è sempre preteso di correlare
la santità ad una norma, quasi esistesse
una sorta di tabù a porla in relazione con
ciò che non è "normale",
nel senso che non corrisponde ad una "media"?
Insomma, chi ha mai detto che sia necessario non
essere isterici per essere santi; in base a quali
principi si può affermare che l'appartenenza
ad una categoria psichiatrica comporti automaticamente
essere esclusi dalla santità? Perché se
una donna è isterica, non può essere
santa? Perché mai la santità non
dovrebbe essere compatibile con la depressione,
cioè con un vissuto depresso del mondo fisico
che ci circonda? Perché mai chi desidera
vivere la vita fuori dal mondo dovrebbe sentire
le cose del mondo con
passione, perché non dovrebbe arrivare al
desiderio di morte, in quanto possibilità essenziale
per vivere una vita differente? Nego che si possa
sostenere ancora che alla santità sia necessaria
la normalità e che siano necessari i certificati
degli psichiatri per stabilire se una certa persona
sia santa oppure no. Credo possibile affermare da
parte mia che una persona è isterica e che
un processo di canonizzazione la dichiari santa" (V.
Andreoli). |
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Pontificio
Ateneo "S. Anselmo" - Pontificio Istituto Orientale
- Monastero di S. Gregorio al Celio
L'eredità spirituale di Gregorio Magno tra Occidente e Oriente
a
cura di G.I. Gargano
Il Segno dei Gabrielli Editori, Negarine (Verona) 2005
392 pagine - euro 22,00
In
occasione del centenario della morte di Gregorio
Magno (604 - 2004) è stato realizzato un
importante simposio internazionale al quale hanno
partecipato i migliori studiosi chiamati ad approfondire
la figura e l'opera del grande monaco e papa.
L'idea del simposio giunge da lontano e ha il suo
punto di partenza in padre Benedetto Calati al quale
si è debitori per le sue continue e stimolanti
pubblicazioni sulla spiritualità di Gregorio
Magno. L'intento era quello di richiamare l'attenzione
degli studiosi, ma soprattutto dei giovani ricercatori,
su un aspetto del patrimonio gregoriano spesso negletto
negli ultimi anni. Si tratta della dimensione spirituale
della fede, il primato dell'amore, che investe ogni
aspetto: l'esegesi biblica, la riorganizzazione spirituale
della Chiesa, la tensione missionaria dei monaci
e la stessa riflessione teologica. L'amore e la tensione
escatologica hanno condotto Gregorio a leggere la
storia del mondo e della città di Roma, con
tutto ciò che la città eterna poteva
evocare in tempi così drammatici come lo erano
i suoi, la storia della Chiesa e la propria storia
personale, in prospettiva chiaramente escatologica. |
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Charles
de Foucauld
La mia fede
pres. di R. Voillaume
Città Nuova, Roma 2005
128 pagine - euro 8,00
Il
fascino della figura di Charles de Foucauld (1858-1916),
uno dei grandi testimoni della fede della nostra
epoca, sta nella radicalità con cui visse
ogni passaggio della sua esistenza, dalla ricerca
di Dio alla conversione, fino al ritiro nel deserto
e al martirio. E tutto nella sua vita si spiega
con lo fede, luce folgorante che illumina il suo
cammino e che, con lo forza e lo bellezza che ne
ha plasmato ogni istante, parla all'uomo di oggi
di "ciò che non passa". |
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