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Segnaliamo alcune recenti pubblicazioni utili, ricordando che sono disponibili presso le migliori librerie cattoliche. Questo servizio intende essere solo informativo, senza alcuna pretesa di recensione critica. Clicca qui se vuoi guardare le segnalazioni precedenti.

   
Moshe Idel
Mistici messianici
Adelphi, Milano 2004
600 pagine - euro 55,00


Ricostruendo, con incomparabile dottrina e ricchezza di dettagli, la sotterranea continuità del misticismo messianico dalla "Qabbalah estatica" medioevale sino alla modernità matura (dai Hassidim ai Lubavitch), Idel si sofferma soprattutto sulla varietà dei modelli impiegati nell'"attività redentiva" volta a sconfiggere il male e l'imperfezione del cosmo: quello mistico-estatico in senso stretto, concentrato nell'"itinerario di perfezione" individuale; quello teosofico-teurgico, fondato sull'"adempimento dei comandamenti" ed esploso nella Castiglia del XIII secolo; quello magico-cabbalistico, insieme di tecniche elaborate da mistici e cabbalisti "pratici" per "causare un mutamento radicale nell'ordine naturale" e alleviare così la pressione persecutoria sugli ebrei di Spagna e Portogallo.
   
Nicola Gori
La scrittura mistica.
Salita del Monte Carmelo di san Giovanni della Croce
pref. A. Comastri
Libreria Editrice Vaticana,
Città del Vaticano 2004
208 pagine - euro 9,50


Nella storia della mistica Giovanni della Croce (1542-1591), occupa senza dubbio un posto di rilievo non tanto perché ha disquisito sulle realtà divine ma perché ne ha fatto esperienza diretta, nel silenzio interiore ove Dio parla all'uomo e a lui si comunica nell'amore. Ciò che sottende tale intimo rapporto è il linguaggio, un linguaggio ineffabile, che solo chi è "invaso" da Dio conosce. Nicola Gori, con il presente lavoro, diviso in una prima e seconda parte, ha inteso seguire il percorso tracciato nel libro della Salita al Monte Carmelo, ponendosi sul versante dell'uomo nel suo movimento ascensionale che lo conduce, attraverso la fase dei distacco (desasimiento) dagli appetiti, al Monte della perfezione per incontrare Dio, "fuoco che consuma ma non brucia" (A. Comastri) nella sostanza della sua anima. A tale scopo, l'Autore ha lavorato sul testo scritto sanjuanista, esaminando parole istituzionali come "voluntad", "querer", "apetito", quindi, per "restituire e istituire il cammino "ex parte hominis", situando l'anima nelle proprie attitudini, per poi affidarsi, per l'ultimo tratto dei cammino, alla volontà di Dio, che sola può sostenerlo fino all'unione mistica" (G. Chiappini).
   
Meister Eckhart
Commento all'Esodo
a cura di M. Vannini
Città Nuova, Roma 2004
200 pagine - euro 18,00


Nel Commento all'Esodo, inserito nel progetto eckhartiano dell'Opus tripartitum del quale non possediamo che poche parti, il maestro domenicano commenta i passi più rilevanti del testo biblico ricorrendo ad Agostino, Girolamo e Gregorio Magno, alle Glosse medievali e ai doctores contemporanei, tra i quali un ruolo particolarmente ampio è svolto da Tommaso d'Aquino con la sua Summa Theologiae. L'intento di Eckhart, come già per altri suoi commenti all'Antico o al Nuovo Testamento, è di esporre la dottrina della fede cristiana mostrando come i principi, le conseguenze e le proprietà della natura siano chiaramente espressi nelle parole della Scrittura, poiché per lui verità scritturistica e verità naturale devono essere in perfetto accordo.
Particolarmente significativo anche perché fa emergere, al di là del contesto scolastico tradizionale, la presenza in Eckhart di quello che oggi definiremmo un "pensiero dialettico", il Commento all'Esodo - qui proposto per la prima volta in traduzione italiana - offre una ricca serie di spunti per la conoscenza del pensiero eckhartiano ed è, nel suo approccio al libro bíblico per certi versi "inattuale", una testimonianza di indubbio valore storico.
   
Ruperto di Deutz
Mite e umile d cuore. I libri XII e XIII del "De gloria et honore Filii Hominis. Super Matthaeum"
a cura di A. Magoga
Glossa (Sapientia 15), Milano 2004
290 pagine - euro 28,00


Ruperto di Deutz, monaco benedettino del XII secolo, è una delle figure più significative del suo tempo. I libri XII e XIII del De gloria et honore Filii Hominis - un commento parziale al vangelo secondo Matteo - rappresentano una prospettiva qualificata per comprendere la sua vicenda spirituale e teologica. Il libro XII è interamente dedicato al racconto autobiografico. Ruperto vi narra alcune delle sue visiones ed offre una testimonianza - per nulla ovvia - della spiritualità medievale, carica di fiducia e di trasporto per Cristo. Il libro XIII ha un taglio più speculativo ed argomenta le ragioni della volontà "buona" di Dio, il quale sin dagli inizi ha pensato l'incarnazione del Figlio per la salvezza degli uomini. Dai due testi emerge un'esperienza di fede viva e liberante, che permette a Ruperto di riconoscere in modo del tutto personale i tratti di Gesù Cristo "mite ed umile di cuore" (Mt 11,29).
   
Inos Biffi
Tutta la dolcezza della terra.
Cristo e i monaci medievali

Jaca Book, Milano 2004
144 pagine - euro 14,00


La figura di Cristo attraeva e unificava tutta la vita spirituale dei monaci medievali, e con tratti particolari i cisterciensi. Questo volumetto di Inos Biffi - sullo sfondo della forma che contrassegna la "teologia monastica", se così ancora la vogliamo chiamare - presenta alcuni brevi saggi di questa cristologia, nata e cresciuta nei monasteri, lungo il "santo viaggio", scandito dall'anno liturgico e dalle sue feste, o a stretto contatto con le celebrazioni sacramentali, o nella quotidiana e "spirituale" lettura e "ruminazione" della Scrittura, che era il cibo claustrale.
La passione per la figura di Cristo, la suggestione dell'immagine e del linguaggio con cui quei monaci o monache, dei secoli XII e XIII, la rievocavano e la gustavano, e l'intensa bellezza con cui la illustravano, nulla hanno perduto del loro fascino e del loro valore. Sotto la loro guida anche il credente di oggi si troverà introdotto mirabilmente nella inesausta e "inscrutabile ricchezza di Cristo" (Ef 3, 8), nella "larghezza, lunghezza, altezza e profondità"(Ef 3, 18) del suo mistero.
   
Giovanni della Croce
Cantico spirituale

a cura di F. Ruiz
Edizioni OCD, Roma 2004
288 pagine - euro 22,50


L'amore, che anima l'intera vita di Giovanni della Croce e ne ispira gli scritti, assume nel Cantico spirituale tutta la forza di una vocazione, di una passione. È scenario e orizzonte delle sue opere ed emerge senza restrizioni. È ragione totale e unica dell'esistenza.
Il Cantico è l'opera prediletta di Giovanni della Croce, la sua creazione più amata e più laboriosa. Con essa inizia la sua attività letteraria nel carcere di Toledo e ancora ha il tempo e la volontà di rielaborarla profondamente dopo aver concluso le altre opere. I ritocchi continui che si avvertono nella composizione denotano una rilettura da parte dell'autore, una rinnovata esperienza e un continuo ripensamento.
Il Cantico riflette l'anima dell'autore. Giovanni ha cantato e vissuto i momenti decisivi della sua esistenza in chiave d'amore. Per lui amare è la vita intera, luci e tenebre, non solo il godimento dell'unione. Il Cantico è la preghiera di un mistico poeta che vive d'amore di Dio.
   
Carlo Maria Martini
La trasformazione di Cristo e del cristiano alla luce del Tabor. Un corso di esercizi spirituali
Rizzoli, Milano 2004
208 pagine - euro 15,00


L'esempio che il cardinale Martini propone in questo itinerario di meditazione è una vera e propria metamorfosi: la Trasfigurazione sul monte Tabor, quandodavanti agli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, Gesù divenne splendente come il sole, Mosè ed Elia appaiono al suo fianco. È un evento importantissimo, caro in particolare alle chiese orientali: ha un immenso valore ascetico-spirituale, è un'icona del cristiano, addita ciò che siamo a chiamati a divenire. Attraverso i tre stadi della lectio divina, il percorso proposto da Martini diventa un "appello a trasformarci in Cristo", a trasfigurare la nostra vita.
   
Tomas Spidlik
Il Cuore e lo Spirito.
La dottrina spirituale di Teofane il Recluso
Libreria Editrice Vaticana,
Città del Vaticano 2004
368 pagine - euro 19,00


Teofane il Recluso, vicino a noi nel tempo (1815-1894), fa quasi da collegamento tra le aspirazioni mistiche di quanti in Oriente e in Occidente sono alla ricerca dei Dio di Gesù Cristo. Spidlík coglie tutta la potenza dei cuore, nel quale si concentrano le energie del corpo e dell'anima, per cui, anche se i bisogni della vita ci costringono a lavorare con la mente, occorre fare in modo che la sua attività resti sempre radicata nel cuore. Infatti, se la mente e il cuore sono divisi tra loro rendono l'uomo incapace di tutto. Per questo motivo il presente testo può rispondere soprattutto alle esigenze dei giovani di oggi che, assetati di sacro, vogliono accostarsi alle fonti della vita spirituale.
 
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