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Vita
Sackville West
Teresa d'Avila
Mondadori (Uomini e Religioni), Milano 2003
188 pagine - euro 16,00
Ciò che affascina e attrae è la natura
dello sguardo con cui Vita Sackville West investe
la narrazione della vita di Santa Teresa. È uno sguardo
a suo modo "profano", come è intrisa
di profanità la vita di Santa Teresa che l'autrice
ci consegna. Uno sguardo in sospetto di eresia, attento
soprattutto alla vita materiale e fisica di Teresa,
rivolto con eleganza e malizia ai "segreti"
di cui gli scritti di Teresa non parlano. Uno sguardo
amorevole soprattutto nei confronti di un corpo che,
nonostante le malattie, i probabili collassi, la fatica
e i disagi fisici, si mantenne misteriosamente intatto
in morte, miracolosamente indenne da qualsiasi forma
di corruzione.
Quel corpo che Teresa decide di sottrarre allo sguardo
e ai piaceri del mondo è in realtà il
bene più prezioso e privato che Teresa possieda,
perché quel suo corpo - trascinato nella luce
e nel buio - che, dopo l'estasi, Teresa ritrova "tramortito",
è il luogo in cui l'estasi prende forma, è
il luogo in cui la conoscenza ha luogo.
Riesumato più volte, esaminato, toccato, tagliato,
amputato in più punti, il corpo di Teresa continua
a violare a sua volta le leggi di natura: dopo anni
permane sodo, emana profumi dolci, si arrende docile
alla lama che vi penetra. La vivisezione cui i suoi
scritti - quand'era in vita e subito dopo morta -
erano stati sottoposti, per verificarne la "santità",
sintomaticamente riguarda per anni il suo corpo morto.
Mostruosamente "perfetto", innaturalmente
preservato, il corpo di Teresa diventa, così
come i suoi scritti erano stati oggetto di sospettosa
curiosità e invidia sospetta, oggetto di barbara
devozione e trucida curiosità.
Attraverso la reinvenzione della sua vita, Teresa
d'Avila è ancora una volta miracolosamente
"viva". È una donna piena di energia, ironica,
capace di abbattere gli ostacoli più insormontabili
per fondare i suoi conventi. Di lei Vita Sackville
West ama ricordare una particolare richiesta a Dio:
"O Signore, liberatemi dai santi musoni".
Ama ricordarne la volitività: "Questa
visionaria fu una tra le creature più ostinatamente
pratiche che il mondo abbia mai conosciuto". |
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Kurt
Ruh
Storia della mistica occidentale.
Vol. 2: Mistica femminile e mistica francescana delle
origini
Vita e Pensiero, Milano 2002
558 pagine - euro 36,15
I
territori della mistica si presentano talmente ampi
e indeterminati da apparire a prima vista refrattari
a qualunque tentativo di ricostruzione sistematica.
Con la sua Storia della mistica occidentale Kurt
Ruh offre la prima sintesi complessiva di questo singolare
ambito di conoscenza del divino, strettamente connesso
alla teologia, alla spiritualità e alla letteratura.
L'esperienza di Dio propria dei mistici avviene nel
rapimento, nella visione, nell'estasi d'amore. Posto
di fronte a misteri ineffabili, il mistico avverte
l'urgenza di comunicare quanto ha vissuto, consegnandolo
a un testo scritto. Nasce cosi una tradizione di esuberante
ricchezza, anche letteraria, qui documentata con analisi
puntigliosa e forza ordinativa.
Questo secondo volume dell'opera di Ruh presenta una
vena particolarmente ricca della religiosità
medievale, fatta dell'umile apporto di mulieres
religiosae per lo più poco note, la cui
esperienza mistica tuttavia consente una più
piena comprensione dei libri di confessioni e di visioni
in lingua volgare scritti da grandi figure, quali
Beatrice di Nazareth, Hadewijch, Matilde di Magdeburgo,
Margherita Porete. Il volume è inoltre dedicato
alla mistica francescana, che si richiamava alla vita
evangelica con un radicalismo inedito. Essa assunse
veste letteraria nell'interpretazione della personalità
straordinaria di Francesco ad opera dei suoi seguaci,
in particolare nelle prime due generazioni dell'ordine.
Ruh descrive qui la parabola iniziale percorsa da
questo movimento che, se in origine aveva trovato
un'espressione regionale nell'agiografia concentrata
sul santo di Assisi, divenne poi letteratura di portata
europea grazie all'impulso di Bonaventura, coi suo
innesto della grande tradizione patristica e della
teologia monastica. |
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Paola
Ricci Sindoni
La preghiera è mondo.
Adrienne von Speyr
Libreria Editrice Vaticana
Città del Vaticano 2003
192 pagine - euro 11,50
La
collana intende avvicinare il lettore alla parola
scritta di autori che hanno raccontato in tempi diversi
e con generi letterari differenti l'attenzione di
Dio per l'uomo: "Se la parola di un grande mistico,
o di qualcuno dei suoi imitatori, trova un'eco in
tale o tal'altro di noi, ciò avviene perché
entro di noi c'è un mistico che sonnecchia
e che attende solo un'occasione per svegliarsi"
(H. Bergson).
La chiave di lettura dei presente scritto è
la preghiera di cui non esiste una definizione vera
e propria, perché essa è "vita
di Dio [...], partecipazione al suo amore divino trinitario"
(von Speyr). Il testo offre suggestioni che "mostrano
come le singole parole fossero cariche di significato
per Adrienne, mentre a noi forse sembrano banali"
(H.U. von Balthasar). |
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Claudio
Giorgini
Filosofia e mistica in Bernardo di Chiaravalle
pres. B. Mondin
Massimo, Milano 2003
160 pagine - euro 12,00
Obiettivo
del presente studio è mettere in evidenza lo
stretto rapporto tra filosofia e mistica nel pensiero
di Bernardo di Chiaravalle e focalizzare alcuni nuclei
di pensiero particolarmente qualificanti la mistica
bernardiana. Su un impianto essenzialmente filosofico,
Bernardo struttura - sottolinea Battista Mondín
nella sua Presentazione - la sua concezione mistica
della vita cristiana, che è una intima unione
amorosa con Dio, e ciò che fa da ponte tra
la filosofia e la mistica è la legge universale
dell'amore: amor lex universalis.
Lo studio si articola in due parti. La prima parte
approfondisce il rapporto d'amore tra l'uorno e Dio,
gli esiti etico-antropologici e i gradi che caratterizzano
tale rapporto.
La seconda parte affronta il tema dell'amore come
lex universalis, come excessus, come
amicizia e come conoscenza di Dio; l'amore è
infatti la sintesi del pensiero e della dottrina di
Bernardo.
Per questo Bernardo si può collocare in una
prospettiva storica che riguarda l'evoluzione del
problema dell'amore nel XII secolo e si può
ritenere iniziatore di un movimento che si svilupperà
nei secoli successivi (Gílson). |
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Olivier
Clément
Dio è simpatia.
Bussola spirituale in un tempo complicato
introd. A. Riccardi
Leonardo International, Milano 2003
120 pagine - euro 12,00
Cosa
vuol dire essere cristiani oggi? Questo libro è
un'utile bussola in un mondo e in un tempo complessi.
La guida è Olivier Clément, che non
ama appiattire il Vangelo per adattarlo alle nostre
esigenze, ma è portatore di un segreto antico
e attuale: quanto più si scende in profondità,
tanto più si trova una autentica simpatia e
una vera comprensione per gli uomini e le donne del
mondo contemporaneo. È una lezione spirituale in
cui si ritrova il respiro dei Padri della Chiesa e
della modernità, la lucidità di un uomo
occidentale colto e la finezza di un grande teologo
dell'Oriente cristiano, con una visione universale.
Olivier Clément è un cristiano, un laico,
davvero capace di respirare con i due polmoni della
tradizione, e che respira l'aria in cui tutti siamo
immersi, con uno sguardo libero e ampio. È stato
vicino a un grande spirito del '900, il patriarca
Athenagoras, ed è stato maestro di molti, per
due generazioni.
Queste pagine, mai convenzionali, sono un regalo di
saggezza e di profondità spirituale che si
radica in una vita spesa secondo queste parole: "La
nostra teologia deve filtrarsi attraverso l'amore.
L'orgoglio ci ha separati, l'amore ci unirà".
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Gialâl
ad Dîn Rûmî
Il tesoro nella cenere e altri racconti sufi
Boroli editore, Novara 2003
128 pagine - euro 7,00
Il
persiano Gialâl ad Dîn Rûmî
(1207-1273), fondatore della confraternita sufi dei
"Dervisci danzanti", è uno dei più
grandi poeti mistici d'ogni tempo. Un profeta gioioso,
un cantore di fede e di speranza ancora poco noto
al pubblico italiano, al quale viene qui presentata
una raccolta di sorprendenti racconti tratti dal suo
capolavoro, l'immenso Math-nawi-i ma'nawi,
un monumento letterario che conta più di 26.000
versi.
La scelta presenta alcune tra le pagine narrative
più belle della mistica islamica: apologhi
semplici, parabole fulminanti, favole argute (che
ritroveremo persino nelle Mille e una notte),
nelle quali la saggezza, nemica della tristezza, si
mostra volentieri sotto il velo del sorriso. Schegge
di sapienza che Rûmî attinse da un tesoro
di cultura universale: dalle sponde già elleniche
e cristiane dell'Anatolia fino all'Asia lontana dei
buddhisti e degli indù. |
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Racconti
dal Talmud.
Apologhi, sentenze, preghiere dei credenti di Israele
a cura di G. Laras
Boroli editore, Novara 2003
96 pagine - euro 7,00
Alla definitiva caduta dello stato ebraico nel 70
d.C., i rabbini della diaspora cominciarono a elaborare
in forma scritta i commenti alla Torà, i primi
cinque libri della Bibbia. Questa immensa opera, stesa
nell'arco di quattro secoli, è il Talmud, il
cui contenuto ha influito enormemente sulla religiosità
degli ebrei di tutto il mondo, fino ai nostri giorni.
L'antologia che qui presentiamo, direttamente tradotta
dal testi originali aramaici ed ebraici da Giuseppe
Laras, rabbino capo di Milano, coglie del Talmud i
momenti più narrativi: racconti, storie, parabole
che ci fanno penetrare in modo vivace e diretto nella
vita e nella cultura del popolo ebraico, impartendoci
al tempo stesso una sottile ma assai preziosa lezione
di saggezza universale. |
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Paolo
Mirabella
Agire nello Spirito.
Sull'esperienza morale della vita spirituale
Cittadella, Assisi 2003
232 pagine - euro 20,50
L'acquisita "connaturalità" dell'uomo
contemporaneo con la scomposizione della realtà,
insieme al vantaggio di una comprensione più
specialistica, ha prodotto una frammentazione del
sapere. Tale disposizione ha mietuto vittime anche
in ambito teologico. Fra queste vi è certamente
la scomposizione dei momenti della vita cristiana,
in particolare di quello morale rispetto a quello
spirituale. Divenuti oggetto di due distinte discipline
teologiche, la teologia morale e la teologia spirituale,
si è finito per interpretare la vita cristiana
come un "edificio a due piani". Il primo
costituito dai contenuti normativi rintracciabili
nella cosiddetta legge morale naturale, il secondo
percorribile attraverso la scala dell'ascesi, che
per alcuni raggiunge poi il tetto della mistica. Il
presente lavoro propone una feconda correlazione tra
vita spirituale e vita morale, indagando sull'esperienza
morale della vita spirituale.Un percorso che conduce
a ritrovare il senso più pieno della "legge
morale" nell'esperienza spirituale. |
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Marco
Vannini
La
morte dell'anima.
Dalla mistica alla psicologia
Casa Editrice Le Lettere, Firenze 2003
336 pagine - euro 20,00
Morte dell'anima è, nella tradizione mistico-filosofica,
la fine del piccolo "io" e dei suoi legami,
con la conseguente scoperta del fondo dell'anima,
ovvero della sua vera essenza spirituale, divina.
Fin dall'inizio della sua storia in Grecia. l'esperienza
dell'anima è infatti indissolubilmente unita
a quella di Dio. Questa unione permane anche dopo
l'emarginazione ecclesiastica della mistica, nella
grande filosofia moderna da Cartesio ad Hegel, che
produce una "scienza dell'anima" ove è
ben presente la distinzione tra anima e spirito, con
la capacità di offrire vera conoscenza di sé
e, insieme, assoluta salus - salvezza e salute
-, dell'anima stessa.
Priva del lato mistico, ferma al piccolo "io"
e alle sue facoltà - dunque priva della conoscenza
del fondo dell'anima -, la psicologia contemporanea
è invece incapace di presentarsi come scienza
e produce quella morte dell'anima che è la
sua riduzione a psiche, con la scomparsa dello spirito
e la conseguente immensa sofferenza "psichica"
dei nostri tempi.
Il recupero dell'esperienza mistica è perciò
essenziale per ricostituire un vero sapere dell'anima,
che abbia la possibilità anche di guarirne
il male. |
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Farîd
al-dîn 'Attar
La
Rosa e l'Usignolo
a cura di C. Saccone
Carocci, Roma 2003
204 pagine - euro 14,60
Gli amori della rosa e dell'usignuolo formano uno
dei più celebri temi cantati da innumerevoli
poeti persiani, turchi, arabi, indostani. Nell'usignuolo
innamorato che piange, grida, supplica e si dispera
di fronte all'altezzosità e all'apparente indifferenza
della rosa, è stato visto non solo un simbolo
della sofferenza e dell'autopurificazione che ogni
autentico amante deve sperimentare prima di attingere
all'unione con l'amata, ma anche un paradigma profondo
e affascinante dell'amore mistico dell'anima per Dio.
Nel poema l'amore dell'ebbro usignuolo, che canta
solo per la rosa, appare scandaloso agli altri uccelli
che cantano invece per Dio e cosìessi lo trascinano
in tribunale di fronte al profeta-giudice Salomone.
Questi, però, capisce che la via dell'amore
non è lontana dalla via della profezia e, inaspettatamente,
assolve l'usignuolo da ogni accusa restituendolo alla
sua prediletta rosa. Amore mistico e amore profano
si mescolano inestricabilmente nella più famosa
e intrigante "favola teologica" del Medioevo
persiano. |
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Ilarion
Alfeev
La
forza dell'amore.
L'universo spirituale di Isacco il Siro
Qiqajon, Magnano (Biella) 2003
384 pagine - euro 25,00
lsacco il Siro (VII secolo), nato in un villaggio
dell'attuale Qatar, morì nel monastero di Rabban
Shabur (nel Kurdistan settentrionale) dove aveva trascorso
gli ultimi anni della sua vita anacoretica, interrotta
solo per alcuni mesi trascorsi come vescovo della
diocesi di Ninive (da qui l'altro nome con il quale
è conosciuto: Isacco di Ninive, città
che sorgeva nei pressi dell'attuale Mossul in Iraq).
Queste pagine ripercorrono con sapiente maestria il
contesto della sua vita e della sua opera, quel mondo
spirituale nel quale si è formato e al quale
ha apportato il contributo di una mente e un cuore
"secondo Dio", capaci di cantare la misericordia
di Dio e il suo amore che abbraccia tutte le creature
fino a trionfare sulla morte e sul peccato. |
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Gilles
Jeanguenin
San
Michele il principe degli angeli
Jaca Book, Milano 2003
64 pagine - euro 7,00
L'originalità di questo piccolo libro sta nel
presentare una trattazione semplice e completa della
figura dell'arcangelo Michele sotto l'aspetto biblico,
teologico, liturgico e storiografico. Notevole è
l'apporto di testi spirituali, a volte poco conosciuti,
che appartengono alla ricchezza inestimabile della
Chiesa. D'altronde, nel corso dei secoli, la Chiesa
d'Oriente come quella d'Occidente hanno dimostrato
una continua venerazione nei confronti di questo celeste
protettore.
Le preghiere che vengono inoltre qui proposte ci condurranno
a una devozione illuminata e spiritualmente feconda. |
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JoséLuis
Vázquez Borau
Charles
de Foucauld e la spiritualità di Nazaret
Paoline, Milano 2003
208 pagine - euro 9,80
Charles de Foucauld (Strasburgo 1858 - Tamanrasset
1916), dal momento stesso della sua conversione, ricevette
la grazia di una profondissima amicizia con Cristo,
per cui egli non ebbe che un unico desiderio: essere
come Lui. Per questo volle vivere sempre come era
vissuto Gesù a Nazaret, lavorando e mettendosi
all'ultimo posto, per poter amare i fratelli come
Lui fece. L'amore per la persona di Gesù lo
portò, di cambiamento in cambiamento, a vivere
fuori da ogni schema, preoccupato unicamente dì
diventare sempre più amico di Dio e, al tempo
stesso, amico dei poveri.
Strutturato in due parti, questo libro vuole essere
proprio un appassionato invito a seguire quella che,
a ragione, può essere definita la "spiritualità
di Nazaret". Nella prima parte si segue l'operare
della grazia nella persona di Charles de Foucauld;
nella seconda, invece, viene proposta una rilettura
dei "consigli spirituali" che Foucauld ci
ha lasciato, evidenziando gli elementi e gli atteggiamenti
fondamentali di questa spiritualità, al fine
di poterla vivere nelle nostre particolari circostanze
storiche.
Questo nostro tempo ha più che mai bisogno
di Nazaret, di credenti cioè che sappiano ascoltare
e vivere la "brezza leggera di Dio" nascosti
nel cuore del mondo, e Charles de Foucauld, come testimonia
questo testo, ne è senza ombra di dubbio l'incarnazione
più fedele. |
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