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Segnaliamo alcune recenti pubblicazioni utili, ricordando che sono disponibili presso le migliori librerie cattoliche. Questo servizio intende essere solo informativo, senza alcuna pretesa di recensione critica. Clicca qui se vuoi guardare le segnalazioni precedenti.

   
 
Jean-Noël Bezançon
La messa per tutti
Edizioni Qiqajon - Comunità di Bose
Magnano (Biella) 2011
160 pagine - euro 18,00


La riforma liturgica intrapresa da Paolo VI restituisce l'eucaristia a tutto il popolo di Dio: ritornando all'antica celebrazione dei primi secoli, oltre le interpretazioni del medioevo, essa ci ridona la "messa di sempre" nella semplicità delle sue origini.
Per spiegare l'evoluzione della liturgia eucaristica nella storia, l'autore ci dimostra, con intento pastorale e basandosi sulla propria esperienza, come la riforma del concilio Vaticano II torni alla più antica tradizione della chiesa e permetta così a ciascun battezzato di essere cosciente dell'impegno che si assume rispondendo nel corso della celebrazione con il suo "Amen".
   
 
Goffredo Boselli
Il senso spirituale della liturgia
Edizioni Qiqajon - Comunità di Bose
Magnano (Biella) 2011
248 pagine - euro 22,00


Il futuro del cristianesimo in occidente dipende in larga misura dalla capacità che la chiesa avrà di fare della sua liturgia la fonte della vita spirituale dei credenti. Ma i credenti oggi vivono della liturgia che celebrano? Solo se vivono della liturgia, infatti, essi potranno attingere da essa quelle energie spirituali essenziali per il nutrimento della loro vita di fede. Questo libro si propone come guida per accedere al senso spirituale che abita la liturgia, così che ogni comunità e ciascun cristiano possa viverla, comprenderla e interiorizzarla.
   
 
Comunione e solitudine
Atti del XVIII Convegno ecumenico
di spiritualità ortodossa
Edizioni Qiqajon - Comunità di Bose
Magnano (Biella) 2011
384 pagine - euro 28,00


Gli uomini di oggi vivono spesso una situazione d'isolamento, di solitudine non feconda e, paradossalmente, soffrono di una massificazione che impedisce una vita interiore intensa. L'ascolto della tradizione spirituale ortodossa invita a riscoprire solitudine e comunione quali dimensioni irrinunciabili dell'essere stesso dell'uomo nel mondo: illuminate dalla vicenda di Cristo, manifestano nel mistero della chiesa, una e molteplice, il fondamento cristologico di questa polarità fondamentale della vita spirituale.
Il presente volume raccoglie gli Atti del XVIII Convegno ecumenico di spiritualità ortodossa, che ha riflettuto sull'interrelazione tra comunione e solitudine nella storia delle chiese d'oriente e nella vita cristiana. Contributi di: K. Agoras, E. V. Beljakova, I. Bulović, S. Chialà, K. Chryssochoidis, K. Hovorun, S. Joantă, T. B. Karbasova, A. Mainardi, A. N. Papathanassiou, T. R. Rudi, K. Sigov, M. Van Parys, P. Vassiliadis, A. Veilleux, K. Ware, G. Zapal'skij.
   
 
Pavel Evdokimov
La vita spirituale nella città
Edizioni Qiqajon - Comunità di Bose
Magnano (Biella) 2011
240 pagine - euro 22,00


Un approccio ai grandi temi della vita ecclesiale e dell'esperienza umana: dall'unicità della persona alla grazia del matrimonio, dalla lettura della Bibbia come cammino di unità alla liturgia fonte di ogni bellezza, dall'impegno attivo nella polis fino all'escatologia.
Si ritrova qui in profondità il pensiero di una delle figure più prestigiose della chiesa ortodossa in Francia, che ha sempre cercato una convergenza tra le ricchezze dell'oriente e dell'occidente cristiani, consapevole che la chiesa non può essere divisa: "Malgrado le apparenze una misteriosa unità indivisibile sopravvive".
   
 
Jean-Claude Lavigne
Perché abbiano la vita in abbondanza
Edizioni Qiqajon - Comunità di Bose
Magnano (Biella) 2011
416 pagine - euro 28,00


Da decenni ormai la vita religiosa conosce una situazione di smarrimento di motivazioni e di mancato riconoscimento del proprio carisma all'interno del corpo ecclesiale. Dopo una stagione feconda di riflessioni sulla vita religiosa all'indomani del Vaticano II, si avvertiva da tempo la necessità di questo ampio saggio.
Attraverso una rilettura frutto di esperienza diretta ma anche di profonda conoscenza delle fonti, di sguardo lucido sul presente e di audace speranza per il futuro, l'autore propone un nuovo approccio: lo specifico della vita religiosa risiede in un "distacco fecondo", una distanza (realizzata nella preghiera, nella conversione, nella vita comune e fraterna, nel servizio ecclesiale e nell'impegno solidale...) in vista dell'abbandono alla volontà di Dio e dell'attaccamento a una comunità di celibi, capace di generare orizzonti di speranza per la chiesa e per il mondo.
   
 
Jean Bastaire
Matrimonio: amore senza fine
Edizioni Qiqajon - Comunità di Bose
Magnano (Biella) 2011
108 pagine - euro 10,00


La felicità degli sposi non ha senso se non quando accende quella dell'altro, degli altri. La felicità così vissuta è certamente mescolata a sofferenze, a delusioni, a fallimenti, ma tutto ciò verifica la qualità di questa gioia. Nella vita di una coppia le prove approfondiscono i fondamenti dell'alleanza e rinsaldano la forza del legame.
Non avendo il loro centro di gravità in se stesse, le nozze non costituiscono un circolo chiuso in cui ricondurre tutto agli sposi, ma fanno degli sposi una sorgente di gioia e di fecondità che si estende al resto del mondo.
   
 
Élian Cuvillier
Evangelo secondo Marco
Edizioni Qiqajon - Comunità di Bose
Magnano (Biella) 2011
480 pagine - euro 37,00


L'Evangelo secondo Marco è la narrazione della buona notizia che riguarda Gesù di Nazaret, Messia crocifisso. In che senso la vita di quest'uomo, morto in modo vergognoso, è per noi buona notizia del regno di Dio che si è avvicinato agli uomini?
Con un costante riferimento a tale questione fondamentale, l'autore ripercorre l'intero racconto – al quale cerca di dare voce anzitutto attraverso una nuova traduzione – in un commento rigoroso dal punto di vista esegetico, che conduce a un'interpretazione spiritualmente feconda. Il libro, dall'esposizione chiara e lineare, offre illuminanti spunti di approfondimento teologico ed esistenziale.
   
 
E. Bianchi - P. Chiaranz - A.-L. Michon
Uomini e animali
Edizioni Qiqajon - Comunità di Bose
Magnano (Biella) 2011
160 pagine - euro 16,00


L'uomo sembra oggi incapace di una relazione equilibrata con gli animali, diviso com'è fra la tentazione di spadroneggiare su di essi e il rischio di farne degli idoli, arrivando a riconoscere loro una dignità pari se non superiore a quella degli esseri umani. La Scrittura e la sapiente riflessione dei padri della chiesa offrono un approccio positivo e ponderato al rapporto tra animale e uomo, mostrando che a quest'ultimo non è dato un potere arbitrario e assoluto, bensì la responsabilità di custodire il creato quale mandatario di Dio.
L'uomo, cioè, non è isolato al centro della creazione, ma è posto in una grande comunione di creature: al centro ci sono solo Dio, la comunione e l'amore.
   
 
Teresa d'Avila
Tutte le opere
testo spagnolo a fronte
Bompiani, Milano 2011
XLI-2.633 pagine - euro 45,00


Teresa, come Teresa è. La vita, Il Castello interiore, Le Fondazioni, Il Cammino di perfezione, le Poesie, sino alle opere minori - che minori non sono - rappresentano un corpo solo, capace di parlare con efficacia alla donna e all'uomo del terzo millennio. Il linguaggio di Teresa - qui esigente, là consequenziale, fintamente distratto - parla come parla l'uomo d'oggi: per rimandi, schizzi, analisi ed effetti, che rendono difficile se non impossibile una traduzione "perfetta".
Di qui, dunque, una nuova e invincibile scommessa: una traduzione delle opere della santa di Avila corredata del testo originale a fronte. Nuova, perché è la prima volta che così questi scritti sono presentati; invincibile perché la passione di "dire" porta spesso Teresa a esprimersi con un linguaggio tattico e paratattico, in cui denotazione e connotazione giocano in una sorta di ping-pong di sensazioni e possibili versioni, in cui si succedono riflessioni e ricordi come flash back cinematografici, apparentemente slegati, in realtà uniti da un filo che conduce parole e frasi dalla dimensione del saggio a quella della poesia, e da questa - per via d'ironia - alle vette della spiritualità.
Qui a parlare è l'amore di Dio, per primo ricevuto dall'anima e da questa accettato, a superare il desiderio per poi tutta ritrovarsi nell'Altro dato. E questo, in Teresa, non si ferma alla teoria: l'ascolto si tramuta in fatti.
   
 
Virginia Burrus
La vita erotica dei Santi
a cura di M. Albertella
Il melangolo, Genova 2011
266 pagine - euro 17,10


Le antiche vite dei santi sono luoghi abitati da un erotismo esuberante che l'ortodossia cattolica ha sempre tentato di rimuovere, presentando l'ascetismo come forma desessualizzata di amore per Dio. Attraverso una meticolosa analisi storica e teologica che scandaglia in profondità le vite dei santi, l'autrice offre una rivoluzionaria interpretazione del contributo offerto dai santi alla storia della sessualità, mostrando come al cuore del cristianesimo vi sia un continente erotico tutto da scoprire.
L'ascetismo dei santi non è la cancellazione della sessualità, bensì una forma altra e intensissima di vita erotica. La santità e il suo amore per Dio sono un'arte erotica che ci trasporta alle frontiere estreme del desiderio umano che non cede alla legge del matrimonio e all'etica della sessualità procreativa.
   
 
Timothy Verdon
Bellezza e vita.
La spiritualità nell'arte contemporanea

San Paolo, Milano 2011
204 pagine - euro 24,00


Il presente volume scaturisce da una recente esperienza: la costruzione di una chiesa come espressione della vita di una nuova comunità cristiana, la quale si identifica nella tradizione monastica e specificamente nel cenobitismo benedettino. La chiesa è quella della Trasfigurazione, a Orleans, Massachusetts; la comunità si chiama Comunità di Gesù (Community of Jesus), e fu fondata da due donne statunitensi tra il 1958 e il 1970; l'identità monastica e benedettina dei membri si manifesta nella koinonia – intesa come vita comune incentrata sull'integrità evangelica dei rapporti interpersonali –, come nella preghiera comunitaria e nell'ospitalità.
L'eccezionale interesse dei suoi membri per l'arte, l'architettura e la musica rientra nel carattere benedettino della comunità, ma con una peculiarità degna di nota. La Comunità di Gesù nasce nell'ambito della Riforma e ha diversi membri provenienti dal Protestantesimo, così che l'enfatizzazione artistica rappresenta una scelta maturata, non "naturale" come lo sarebbe in una comunità cattolico-romana o ortodossa. Dopo l'introduzione del curatore mons. Timothy Verdon, un breve scritto presenta la storia della Comunità di Gesù e un saggio storico-teologico a firma di un membro della Comunità, il professor Martin Shannon, riflette sull'arte da essa realizzata. Altri saggi suggeriscono poi il pensiero sia cattolico (Anthony Ciferni) che riformato (Jérôme Cottin) intorno all'arte sacra nel contesto della vita e del culto dei cristiani.
   
 
Charles André Bernard
«Tutte le cose in lui sono vita».
Scritti sul linguaggio simbolico
a cura di M.G. Muzj
San Paolo, Milano 2011
550 pagine - euro 38,00


Questa raccolta di scritti presenta il pensiero di Charles André Bernard sul linguaggio simbolico secondo un arco cronologico, ma può suggerire diversi percorsi di lettura. Vi si trovano gli elementi per una comprensione globale della problematica del linguaggio simbolico: contesto storico della rivalutazione del simbolo nella cultura del Novecento; circostanze del suo accoglimento nel pensiero della Chiesa; motivazioni dell'urgenza di una sua piena reintegrazione nel discorso teologico. È possibile inoltre approfondire il rapporto tra linguaggio simbolico e espressione della vita cristiana nello Spirito, senza mai dimenticare peraltro la dimensione liturgica.
I tre grandi articoli su Dionigi Areopagita costituiscono un'iniziazione al triplice linguaggio – concettuale, simbolico, mistico – dell'unica teologia e di riflesso all'espressione dei mistici cristiani. Altri testi consentono di cogliere meglio il rapporto tra l'espressione artistica e quella dell'esperienza spirituale a partire dal riconoscimento della natura essenzialmente simbolica del loro linguaggio. Il testo è indicato per studiosi, professori, studenti e per tutti coloro che sono interessati ai temi del linguaggio e del simbolo nel contesto religioso-teologico.
   
 
Isaia di Scete
Asceticon.
Dottrina e vita spirituale di un Padre del deserto
a cura di L. Coco
San Paolo, Milano 2011
282 pagine - euro 23,00


L'Asceticon del monaco Isaia si presenta come una piccola summa della sapienza dei Padri del deserto. Così come accade per le altre grandi raccolte di detti e sentenze di questi solitari, gli Apophthegmata Patrum, ricorrono in esso in maniera non ordinata i temi tipici delle spiritualità monastica fiorita nel deserto egiziano nel IV-V secolo. I suoi insegnamenti perciò vertono sull'osservanza delle regole monastiche sia per quel che concerne gli spazi comuni sia la solitudine della cella; toccano le relazioni tra confratelli, trattano della necessità della vigilanza e del discernimento, dell'umiltà e della pazienza, virtù che possono essere alimentate e nutrite mediante il ricorso continuo a Dio nella preghiera, nella meditazione e, attraverso la lectio, nel confronto con le Sacre Scritture.
Continuamente il monaco è istruito da Isaia, egli viene guidato nella sua crescita personale e orientato nella sua vita interiore tanto che questo libro, benché esso e il suo autore fossero poco conosciuti nell'Occidente cristiano, viene consigliato insieme agli opuscoli di Efrem e di Nilo ai maestri dei novizi della Compagnia di Gesù (cfr. Institutum Societatis Iesu, t. 3, Florentiae, 1893, p. 121; DiSp III, 833) proprio per la natura di direttorio spirituale che assumevano le sue istruzioni ed esortazioni (dall'introduzione).
   
 
Giuseppe Antonino
San Francesco negli scritti di Padre Pio
Dehoniane, Bologna 2011
544 pagine - euro 43,00


Il volume costituisce una rigorosa indagine sull'epistolario e sugli scritti di padre Pio da Pietrelcina, che vengono contestualizzati sulla spiritualità e sui modelli formativi del tempo.
L'immagine di san Francesco che ne emerge viene posta a confronto e discussa rispetto alle immagini del poverello di Assisi ricorrenti nella prima metà del '900. Per padre Pio san Francesco coincide con l'alter Christus della tradizione bonaventuriana e raggiunge l'apice della sua trasformazione nel Signore Gesù con la stigmatizzazione sulla Verna.
   
 
Lázaro Iriarte
Esercizi spirituali con Francesco e Chiara
Dehoniane, Bologna 2011
224 pagine - euro 20,00


La pubblicazione in traduzione italiana degli esercizi spirituali di fr. Lázaro Iriarte (1913-1997) non costituisce soltanto un omaggio alla sua memoria, ma «è il riconoscere all'autore il merito di aver colto l'essenziale da dire a coloro che sono consacrati al Signore con i voti religiosi. Egli ha voluto lasciarci uno strumento per vivere, con la filigrana degli scritti di Francesco e Chiara, l'ascolto e l'annuncio della Parola di Dio» (dall'introduzione).

   
 
Raimon Panikkar
Spiritualità: il cammino della vita
Jaca Book, Milano 2011
434 pagine - euro 52,00


Mentre il primo tomo di "Mistica e Spiritualità" era dedicato alla mistica intesa come esperienza suprema della realtà, questo secondo è dedicato alla spiritualità intesa più come cammino per giungere a tale esperienza. L'autore - pur consapevole della difficoltà di definire la spiritualità del nostro tempo con i suoi diversi cammini, legati non solo alle tradizioni e al culto, ma anche alle diverse sensibilità degli uomini e al periodo storico ne presenta comunque un abbozzo, cogliendo questa spiritualità in modo integrale, nella capacità cioè di coinvolgere l'uomo nella sua piena realtà, così come può essere espressa dalle quattro parole greche: "sòma" -"psychè" "polis" - "kosmos", ossia corpo, anima, società e cosmo.
L'uomo scopre però anche un elemento divino tanto immanente quanto trascendente. Ed è precisamente questo elemento misterioso, questo soffio, questa presenza trascendente e immanente ciò che conferisce alle cose, così come all'uomo, la loro identità. La spiritualità è come una "carta di navigazione" nel mare della vita dell'uomo: la somma dei princìpi che dirigono il suo dinamismo verso "Dio", dicono alcuni; verso una società più giusta o verso il superamento della sofferenza, dicono altri. Possiamo dunque parlare di spiritualità buddhista, benché i buddhisti non parlino di Dio: così pure di una spiritualità marxista, sebbene i marxisti siano allergici al linguaggio religioso.
   
 
Caterina Conio
Mistica comparata e dialogo interreligioso
Jaca Book, Milano 2011
240 pagine - euro 20,00


India, secolo XX: il 14 luglio 1973, a Rishikesh, il monaco benedettino Henri Le Saux, vive l'esperienza del risveglio; Ramana Maharshi, trasmette il messaggio delle Upanishad senza la mediazione dei testi scritti; Ananada Mayi Ma, "essenziata di beatitudine", in samadhi, realizza l'advaita.
Personaggi di confine, o meglio, sopra il confine, "testimoni dell'assoluto", che Caterina Conio incontra nelle grotte, negli eremi, negli ashram dell'India, dopo aver a lungo meditato sulla Mandukya Upanisad, il più astratto dei testi vedantici. Caterina Conio ne comprende l'eccezionale "portata mistica" e la penetra a fondo, attraverso il confronto con le altre scritture della tradizione dell'Oriente e dell'Occidente.
Discute la prima tesi alla cattolica di Milano su un testo sacro non occidentale, la Mandukya, che continua ad approfondire per il suo PhD alla Banaras Hindu University. Sente il "bisogno metafisico" di un dialogo filosofico-religioso tra i due emisferi. A Varanasi, Panikkar sarà suo diretto interlocutore. E così Caterina Conio continua negli anni la ricostruzione del pensiero delle personalità esemplari cristiane e non: del Gandhi mistico e karma-yogin, del sacerdote Monchanin che, con l'abito ocra e il nome indiano, rimane per sempre fedele in tutto alla Chiesa cattolica, degli impavidi Vinoba e Thomas Merton che con attitudine ascetica hanno promosso la giustizia sociale e il dialogo interreligioso.
Il 31 ottobre 1996, Caterina Conio lascia il suo corpo e con esso i suoi scritti, dove è possibile per tutti trovare rifugio, perché "non esiste un livello della realtà che [...] non offra una possibilità di realizzare Brahman anche se magari in modo parziale, ma certamente reale ed effettivo".
   
 
P. Riché - J. Verger
Nani sulle spalle di giganti.
Maestri e allievi nel Medioevo
a cura di P. Martinelli
Jaca Book, Milano 2011
320 pagine - euro 28,00


«Noi siamo come nani sulle spalle di giganti, così che possiamo vedere più cose e più lontano di quanto vedessero questi ultimi; non perché la nostra vista sia più acuta, o la nostra altezza ci avvantaggi, ma perché siamo sostenuti e innalzati dalla statura dei giganti ai quali ci appoggiamo». Intorno al 1120, Bernardo di Chartres amava così paragonare davanti ai suoi allievi i propri contemporanei e i loro gloriosi predecessori dell'età antica, epoca di giganti e santi. Gli uomini della sua epoca erano schiacciati dal peso dell'eredità degli antichi, e si sforzavano di ricostruire e assimilare tale eredità.
Scritta a quattro mani, questa storia dei maestri e degli allievi nell'Occidente medievale si articola intorno a tale oscillazione fondamentale. La prima parte, di cui è autore Pierre Riché, copre il lungo periodo dell'alto Medioevo, per antonomasia l'epoca delle scuole monastiche e cattedrali, spingendosi fino al XII secolo e alla più brillante delle «rinascite» medievali, che annuncia il passaggio a quel secondo grande periodo di cui si occupa Jacques Verger nella seconda parte del volume: il periodo che vide sorgere le università e che portò fra il XIII e il XIV secolo alla stabilizzazione del nuovo modello istituzionale e alla diversificazione delle forme dell'insegnamento e del pubblico cui esso era destinato.
Chi erano questi uomini di sapere? Quali obblighi - materiali, regolamentari, intellettuali - pesavano sulla loro esistenza quotidiana? Quali aspirazioni ne guidavano il lavoro? Racconti, analisi e documenti dell'epoca danno corpo a questo mondo variopinto di allievi e maestri, attori per eccellenza di un'età di elevata spiritualità e di insaziabile curiosità.
   
 
Michele Pellegrino
Lettere di paternità spirituale.
Corrispondenza (1946-1979)
a cura di E. Lascaro
Effatà, cantalupa (Torino) 2011
96 pagine - euro 14,00


Il volume raccoglie una piccola parte di una corrispondenza di direzione spirituale che il cardinale Michele Pellegrino tenne lungo quasi tutto l'arco della sua vita. Sono indirizzate ad alcune signorine che erano state sue allieve all'Università di Torino, in u periodo che complessivamente comprende anni tra il 1946 al 1979.
L'epistolario costituisce una sorta di biografia interiore di don Pellegrino, che rivela la sua maturazione nel ministero sacerdotale, da giovane chierico ad anziano cardinale.
   
 
Lo spirituale nell'arte. Saggi sull'arte in Italia nei primi decenni del Novecento
a cura di L. Caramel
Franco Angeli, Milano 2011
208 pagine - euro 27,00


Il volume raccoglie scritti su aspetti e artisti dell'arte italiana di inizio Novecento legati dalla tensione a una dimensione trascendente. Dapprima, nel primo e secondo decennio del secolo, in dialettica con un meccanicismo materialistico, nel futurismo delle origini, di Balla, Romani, Evola, sul registro di un irrazionalismo spiritualistico nutrito di matrici simboliste e decadentiste.
Poi, tra gli anni venti e trenta, nella duplice prospettiva di un primordialismo metastorico, che ebbe nel filosofo Franco Ciliberti il maggior esponente, e di una spiritualità nutrita della religiosità cristiano cattolica influenzata dal pensiero neoscolastico di Jacques Maritain, che coinvolse, con uno scrittore e critico militante come Persico, artisti quali Severini e Garbari. Con essi, il più giovane Fillia, tra i promotori e maggiori rappresentanti del movimento dell'Arte Sacra Futurista, che negli anni trenta e primi quaranta lanciò con la ricerca di un inedito linguaggio artistico la sfida di un'arte religiosa esplicitamente cattolica aperta alla contemporaneità, ancor oggi di stringente attualità, come si vuol ricordare, a conclusione del libro, con un'appendice di scritti critici sul tema Spirituale, arte, contemporaneità , nati per e con eventi recenti dedicati al rapporto arte-spiritualità-religione, nella dimensione creativa e in quella cultuale.
   
 
Maurice Blondel
Che cos'è la mistica?
a cura di D. Bosco
Morcelliana, Brescia 2011
272 pagine - euro 18,00


Queste pagine inedite di Maurice Blondel dedicate alla mistica donano freschezza alla sua stessa "filosofia dell'azione": un pensiero che va a definirsi in un duplice gesto, per un verso attingendo alla pratica e per l'altro illuminandola, perché investe la vita e il destino etico-religioso dell'uomo e dà loro orientamento. Qui la filosofia sconfina nella mistica, perché «compito essenziale della filosofia non è di abbandonarci ad essa, come se avesse il monopolio di ciò che c'è in noi; ma di metterci in condizioni di fare il passo al di là».
Il concetto di mistica si pone fra mistero e filosofia: con quale metodo la mistica è accessibile all'esame della ragione? Quale può essere il contributo specifico della filosofia? Che corrispondenza v'è fra lo sguardo filosofico, pur sempre umano, e l'oggetto mistico che rinvia al divino? Come si coniugano ciò che è acquisito con ragione e ciò che è invece infuso per grazia? Queste sono le domande con cui Blondel pone la mistica come luogo in cui la filosofia mette in discussione se stessa, al crocevia tra il finito e l'infinito.

   
 
Filosofia e mistica
Atti del Convegno nazionale
(Milano, 24-25 novembre 2010)
a cura di G. Colombo - M. Paolinelli - E. Zambruno
Vita e Pensiero, Milano 2011
VIII-185 pagine - euro 20,00


Questo volume raccoglie gli Atti del Convegno nazionale "Filosofia e mistica", promosso dall'Università Cattolica del Sacro Cuore, Dipartimento di Filosofia, e dal Servizio Nazionale per il Progetto Culturale della CEI e svoltosi il 24-25 novembre 2010 presso la sede di Milano dell'Università Cattolica. Collocato all'interno di una serie di iniziative promosse dall'Ateneo sul tema della mistica, il Convegno è stato l'occasione per dare vita al più ampio progetto "Filosofia ed esperienza religiosa", con il quale si intende indagare filosoficamente i contenuti dell'esperienza religiosa nel loro valore teoretico e storico in ambito moderno e contemporaneo.
In questa prospettiva, il volume, oltre a rendere conto dell'articolazione di un convegno che ha avuto una vasta eco e buona accoglienza nel mondo accademico italiano, risponde al risvegliato interesse per la mistica che, già da diversi anni, caratterizza il mondo occidentale e che, troppo spesso, si traduce in un sincretismo religioso dai contorni vaghi. Le relazioni qui contenute intendono chiarire molte delle ambiguità presenti in questo rinnovato interesse, individuando lo specifico statuto concettuale della mistica, tentandone una fondazione rigorosa e ponendo in chiaro la sua relazione fondamentale con l'esperienza cristiana.
   
 
Cruz Oswaldo Curuchich Tuyuc
Charles de Foucauld e René Voillaume.
Esperienza e teologia del "Mistero di Nazaret"
Cittadella, Assisi 2011
464 pagine - euro 24,00


Pochi finora sono stati gli studi scientifici che hanno tentato di leggere, in senso teologico, un carisma straordinario e appassionante che ha messo al centro la vita nascosta di «Gesù a Nazaret». Charles de Foucauld e René Voillaume hanno definitivamente valorizzato Nazaret non come la «parte umana» del mistero dell'Incarnazione, quasi l'involucro meno importante e provvisorio rispetto alla divinità del Figlio.
Nazaret è dimensione essenziale dell'Incarnazione, Nazaret è la vita di Gesù e non solo la sua prefazione, è missione di redenzione in atto, è forma storica della kenosi del Figlio, che si compirà pienamente sul Calvario. Ciò che per de Foucauld-Voillaume diventò luogo di compimento e non solo momento preparatorio, cioè Nazaret, è diventato per la teologia motivo medesimo di riflessione sostanziale.
   
 
Règinald Garrigou-Lagrange
Perfezione cristiana e contemplazione.
Secondo S. Tommaso d'Aquino e S. Giovanni della Croce
2 volumi
Edizioni Vivere In, Roma 2011
368+462 pagine - euro 35,00


Non ci troviamo tra le mani un trattato di scuola, ma una proposta di vita, che può diventare illuminazione perché si possa realizzare l'anelito più profondo di ogni creatura che aspiri a Colui che è «Atto puro infinitamente perfetto, Pensiero increato eternamente sussistente, Luce di vita e Sorgente di ogni verità» (p. 131).
Colpisce l'affermazione che si legge a p. 264 dove l'autore scrive: «La grazia santificante deifica la nostra anima e da essa derivano nelle nostre facoltà le virtù soprannaturali per elevarle, soprattutto le virtù teologali, la fede, la speranza e la carità, delle quali l'ultima deve durare eternamente». Egli dichiara di essersi collocato alla scuola di due maestri: S. Tommaso d'Aquino e S. Giovanni della Croce. Ma essenziale è soprattutto il suo rifarsi alla dottrina di S. Teresa d'Avila in tutto il lungo trattato dove affronta ed esamina il dono della vita contemplativa infusa. Un capitolo singolare è quello dedicato all'esame della dottrina mistica secondo il pensiero di San Tommaso d'Aquino (p. 93).
L'opera riveste la identità di un singolare trattato di teologia mistica. Come tale rimane sempre viva e valida specialmente quando, come denunziava l'autore, ci si trova in un momento storico e ci si incontra con persone che, in forza di una pretesa modernistica, anche nell'ambito della vita ascetica si lasciano andare in «un certo agnosticismo» (p. 14). Si pretende di poter prescindere dallo studio e dalla meditazione ignorando perfino i testi sacri. Anche noi riteniamo che «questo agnosticismo è falso ed approda ad un risultato funesto».
L'autore nel lungo susseguirsi di cinque capitoli sviluppa tutta la dottrina sulla perfezione cristiana e contemplazione. Egli scrive in una sua prefazione ideale: «La contemplazione infusa, preludio normale della visione del cielo, è accessibile a tutti, come il cielo, mediante la docilità allo Spirito Santo, la preghiera e la croce». Dedicato particolarmente all'esame della dottrina tomistica è il capitolo secondo. Nei successivi capitoli, terzo e quarto, l'Autore si sofferma in una trattazione esauriente dell'essenza della vita cristiana in tutti i vari gradi e, particolarmente, sull'esame della contemplazione infusa da p. 263 fino a p. 364. Nel trattare il tema della contemplazione infusa scrive: «Seguiamo passo passo su questo punto (l'unione con Dio) la dottrina di Santa Teresa» (p. 265).
L'opera è ricca di citazioni, particolarmente collegate con le opere di S. Giovanni della Croce e S. Teresa d'Avila. Lo scrittore stabilisce un giusto legame fra questi ultimi due scrittori quando richiama Giovanni della Croce nel trattato sulla fiamma viva e Teresa nel trattato della settima dimora. Non mancano riferimenti e citazioni di altri scrittori mistici e di vari teologi. Richiamiamo la particolare assonanza tra S. Giovanni della Croce e S. Teresa d'Avila. È ben chiaro che l'autore ne condivide il pensiero. Egli scrive: «Secondo S. Giovanni della Croce, la piena perfezione accessibile qui giù non si trova che nell'unione trasformante o matrimonio spirituale» (p. 170). Quando passa ad esaminare i beni spirituali, si sofferma particolarmente nella descrizione della grazia e della preghiera. Questa, egli scrive, «è sovranamente efficace per ottenerci una fede più viva, una speranza più confidente, una carità più ardente, una più grande fedeltà alla nostra vocazione» (p. 226). In un certo senso si può concludere che il trattato Perfezione cristiana e contemplazione si pone per ogni cristiano come guida a raggiungere la intimità con Dio, secondo il piano della divina chiamata rivolta ad ogni uomo per giungere alla «infusione di grazia» con Colui che della grazia è l'Autore.
   
 
Marko I. Rupnik
L'arte della vita.
Il quotidiano nella bellezza
Lipa, Roma 2011
272 pagine - euro 15,00


La vita nuova che ci è data nel battesimo e che ciascuno fa propria nel cammino della vocazione, se assecondata, plasma un ambiente ed uno stile di vita da cui traspare la cultura della Pasqua e che aiuta a sostenere la redenzione ricevuta. Dal cuore, con cui abbiamo cominciato, si torna alla superficie, a quello che vedono gli altri.
È possibile vivere un'autentica vita spirituale e avere uno stile di vita secondo l'ultima pubblicità? Chi vive la vita dello Spirito comincia ad irradiarla anche nell'ambiente in cui si trova, a partire dalle relazioni, dai rapporti con la terra, dal vestito, perché il vestito è il prolungamento del corpo ed è uno dei linguaggi più potenti che esistano. Come il corpo è lo spazio in cui prendiamo coscienza della vita che scorre dentro di noi, così anche il vestito è un'espressione di come noi percepiamo noi stessi e ci comunichiamo agli altri. A partire dal vestito, dalla casa in cui abitiamo, si tratta di dare un'impronta personale al mondo intorno a noi. Lo stesso vale per il cibo, per lo stile con cui far festa e divertirsi... Mangiare non è il mangiare soltanto, ma è una sorta di atto liturgico che sarebbe un peccato banalizzare. Non si tratta di risolvere le cose con le regole, ma di discernere e di personalizzare tutto, in modo che trasmetta agli altri la nostra verità.
È questa la bellezza. Ed è questa anche la liturgia, quella della piccola Chiesa, quella dei nostri corpi, quella di ogni giorno, che san Paolo offre come immagine alla quale tende la vita dell'uomo su questa terra.
Per ascoltare la Parola di Dio, dopo l'incarnazione, bisogna avere gli occhi, perché la Parola si è fatta immagine. La gente allora la deve vedere. L'annuncio non passa al primo posto per le orecchie, ma per gli occhi.
Bisogna poter vedere qualcosa di bello. E bello è ciò che è assorbito dall'amore.
   
 
Gianmarco Busca
La riconciliazione "sorella del battesimo".
Come vivi tornati dai morti

Lipa, Roma 2011
336 pagine - euro 20,00


Il Battesimo ci ha dato la vita nuova in Cristo, ma non ci ha tolto la libertà. Possiamo tornare a vivere per noi stessi e la mentalità dell'uomo vecchio può riaffiorare e imporsi nuovamente.
Il Signore Gesù ha dato alla sua Chiesa non solo le acque del Battesimo che lavano il peccato, ma anche due occhi che possono piangere le lacrime della penitenza. È il sacramento della riconciliazione, che gli antichi chiamano anche «sorella del Battesimo» e «Battesimo laborioso». Dopo ogni peccato, la Trinità santa continua ad immergerci nel suo perdono per farci tornare come nuovi.
Il libro ci introduce al mistero trinitario della riconciliazione: il Padre ricco di misericordia ci salva in Gesù, il medico delle anime e dei corpi, che nella Pasqua effonde sulla Chiesa lo Spirito Santo, che è la remissione dei peccati, e fa di noi un corpo di figli perdonati e di fratelli che si perdonano.
La Chiesa realizza la sua santità non prendendo le distanze dai peccatori, ma sedendo alla loro mensa e offrendo la compassione e l'amore redentore di Cristo. Nella sua millenaria tradizione, ha celebrato il perdono del Signore con diversi riti e pratiche ascetiche. Nella memoria della sapienza penitenziale dei Padri d'Oriente e d'Occidente e nell'attenzione alle esigenze spirituali dell'uomo moderno, si suggeriscono alcuni spunti su come il cuore diventa penitente e guarisce dalle ferite del peccato, e su come il cristiano di oggi può celebrare, con stile rinnovato, la confessione personale e la riconciliazione comunitaria.
   
 
Theodore Maynard
Il buffone di Dio. Vita di san Filippo Neri
Marietti 1820, Genova 2011
246 pagine - euro 15,00


Filippo Neri era di carattere amabile, di aspetto simpatico, dotato di una meravigliosa capacità di attirare gli uomini. Di origini fiorentine, arrivò a Roma nel 1534: la sua presenza incise sensibilmente sulla città e sulla vita della Chiesa, allora animata dallo spirito della Controriforma. Una fede che rifletteva la semplicità e la vitalità del cristianesimo delle origini, il canto, la musica, la passione per la storia della Chiesa e le vite dei santi, la celebrazione della messa, la preghiera, i pellegrinaggi, la carità fraterna, le gite fuori porta, i giochi, le discussioni e la vivacità scherzosa caratterizzarono la sua compagnia.
Santo del popolo, umilissimo e arguto, mistico amante della vita, obbediente della Chiesa e promotore della laicità, punto di riferimento per moltissimi tra i poveri e gli sbandati così come tra i ricchi e i colti, entrò in rapporto con le maggiori personalità del suo tempo come Ignazio di Loyola, Francesco Saverio, Carlo e Federico Borromeo, Cesare Baronio, Camillo de Lellis. Dalle sue frequentazioni nacque l'esperienza viva e flessibile dell'Oratorio, diffusasi poi nel mondo. Morì il 26 maggio 1595. Fu proclamato santo il 16 marzo 1622 insiema a Ignazio di Loyola, Francesco Saverio, Isidoro l'Agricoltore e Teresa d'Avila.
   
 
Martin Lutero
Il Cristo predicato.
Sermoni domenicali e festivi. Antologia

a cura di S. Cavallotto
Paoline, Milano 2011
320 pagine - euro 32,00


«I sermoni, in particolare quelli riconducibili direttamente al riformatore e qui pubblicati in piccola parte, sono senz'altro una fonte privilegiata per cogliere in profondità l'esperienza e la proposta religiosa di Lutero e la forte consapevolezza che egli ha della sua missione di pastore. Ci mettono infatti di fronte non tanto al teologo impegnato in lezioni, dispute e trattati, ma al predicatore che, commentando le letture previste dall'ordinario dell'anno liturgico, amministra alla comunità cristiana il cibo della parola di Dio durante il culto domenicale e festivo» (Dal saggio introduttivo di Stefano Cavallotto).
Per Lutero, la Parola annunciata e spiegata rende presente il Cristo e la salvezza che egli dona a chiunque l'accoglie con fede. L'annuncio e la predicazione sono da anteporre alle dispute teologiche - tipiche del suo tempo - che fanno perdere al popolo di Dio il senso e l'attitudine all'annuncio puro e semplice. I sermoni raccolti in questa antologia sono pagine che contribuiscono a superare pregiudizi che non hanno fondamento e permettono di approfondire il pensiero e il tempo di Lutero.
In queste prediche di Lutero emergono i punti forti della sua dottrina: Gesù unico Salvatore e la Parola, sacramento di salvezza che esige obbedienza e fedeltà. La ricca introduzione è un prezioso strumento per conoscere il pensiero, la personalità e la spiritualità del riformatore.

   
 
Gregorio di Nissa
Omelie sulle Beatitudini
a cura di C. Somenzi
Paoline, Milano 2011
408 pagine - euro 36,00


Gregorio di Nissa, considerato il padre della mistica cristiana, in quest'opera visualizza le Beatitudini nella forma di una scala graduale, raccogliendo in questo modo una tradizione antecedente, in gran parte perduta. In questa tradizione le otto Beatitudini di Matteo erano lette come un'unità strutturata secondo un principio dinamico ascensionale ed erano proposte ai catecumeni come cammino preparatorio al battesimo; un esercizio progressivo nella vita cristiana che trovava nel sacramento battesimale il suo culmine e nello stesso tempo, un nuovo punto di partenza.
Gregorio nelle sue Omelie sulle Beatitudini conserva questa visione e vi collega i temi che gli sono più cari e che sintetizzano la sua riflessione sull'essere cristiani.
Come tutti i testi di questa collana, il volume è arricchito da un'accurata introduzione che colloca l'Autore nel suo contesto storico, culturale e ecclesiale della Cappadocia del IV secolo, offrendo così un testo autorevole per gli studiosi e per gli appassionati di letteratura cristiana antica.
In questa edizione le Omelie sono presentate con testo greco a fronte.
   
 
Il culto incarnato. Spiritualità e liturgia
Glossa, Milano 2011
95 pagine - euro 13,50


Il volume è il frutto della Giornata di studio, svoltasi il 14 gennaio 2010 presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale. Ai nostri giorni, è facile constatare come la liturgia sia in crisi e come le celebrazioni cristiane denotino segni di stanchezza o mancanza di convinzione e di passione. La reazione a questa situazione è duplice: alcuni avvertono il concilio Vaticano II come apportatore di innovazioni sospette, mentre altri lo percepiscono come un evento ormai superato. Così, da una parte si assiste alla ricerca di una spiritualità che esalti i sentimenti e le emozioni, sino a trasformare la partecipazione in esteriorizzazione e spettacolarizzazione, dall'altra, invece, il desiderio di armonizzare la liturgia con le più profonde esigenze di interiorità rischia di ridurre la celebrazione a fredda ritualità.
Prendendo l'avvio da questa constatazione, i saggi presentati in questo volume riflettono non tanto sul problema della liturgia o quello spiritualità in sé, ma sulla stretta relazione che unisce liturgia e vita spirituale, fino a raggiungere il cuore della questione, cioè il rapporto con il mistero di Cristo che, nell'azione liturgica, si rende presente.
   
 
Anonimo cisterciense
De amoris sapore.
Il sapore dell'amore nel medioevo cistercense
a cura di M. Fioroni
Glossa, Milano 2011
130 pagine - euro 16,80


Negli scriptoria medievali non venivano solo trascritti i testi sacri e le opere dei grandi autori ma era presente anche una produzione letteraria "minore", redatta da monaci, spesso anonimi, che annotavano le proprie riflessioni, nate dalla meditazione della Scrittura o delle opere dei "grandi", ma rielaborate, sviluppate in base alla propria esperienza personale. Il De amoris sapore è uno di questi testi, scritto all'inizio del XIII secolo da un monaco cistercense, Johannes, di cui non conosciamo alcun elemento biografico, ma che ci rivela un'intensa vita interiore e una particolare capacità di esporla con semplicità e originalità.
Il testo, rivolto ad un giovane monaco, delinea una risposta alla domanda: "Qual è il sapore dell'amore?". Nel tentativo di descrive l'indescrivibile, l'autore utilizza la dinamica fra "dolce" e "amaro", cioè fra "presenza" e "assenza" dello Sposo, tema presente nel Cantico dei cantici e molto caro al mondo cistercense, come documenta qualche brano del De natura et dignitate amoris di Guglielmo di Saint-Thierry pubblicato nella seconda parte del volume.
 
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